2012: gli ex Wagon Lits hanno davvero vinto? Parte quarta

Quarta parte dello speciale sulla battaglia 'civile e democratica' degli ex wagon Lits al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano.

Immagine di anteprima per Binario 21 - Torre Faro.jpg


Quarta parte dello speciale sugli ex Wagon Lits. Perché i lavoratori licenziati non sono stati reintegrati sui treni notte ripristinati il 18 giugno 2012? Intervista a Luca e Oliviero, ex Wagon Lits, raccolta a fine giugno 2012.

"Perché la redistribuzione dei servizi non è stata omogenea", spiega Luca. "I servizi che prima appartenevano all'impianto di Milano sono stati affidati ad altri impianti. Il Milano-Napoli, ad esempio, che facevamo a giorni alterni con i colleghi di Napoli, dal 12 dicembre 2011, quando è subentrata la nuova società Angel Service, è stato affidato, in toto, all'impianto di Napoli. Il Milano-Lecce, che è stato ripristinato il 10 giugno è stato affidato, in toto, all'impianto di Bari. Ed erano servizi che svolgeva l'impianto di Milano, a giorni alterni, insieme ai colleghi di Napoli e di Bari".

"Il paradosso", interviene Oliviero, "è che, per il servizio che gestito dai colleghi di Bari, stiano assumendo degli stagionali. La lettura di quello che sta succedendo è che c'è un atteggiamento punitivo nei confronti di un impianto di lavoratori che, fino all'ultimo, hanno tenuto la schiena dritta. Non capiamo perché un Milano-Reggio Calabria, che dovrebbe essere un servizio garantito dai milanesi, visto che parte da Milano, viene, invece, garantito da personale romano che, invece, anziché garantire la scorta di tutto il treno, da Milano fino a Reggio Calabria, viene solo garantito da Firenze a Reggio Calabria perché i colleghi romani salgono a Firenze. Per cui, i vagoni letti, da Milano a Firenze, sono senza scorta. Questo va un po' contro a quegli slogan di qualità, servizio e sicurezza. Hanno messo in atto quello che io chiamo cannibalismo sociale tra lavoratori, un po' avvallato da un mancato intervento dei sindacati, in merito a questi tipi di comportamento".

L'accordo regionale vi ha sfasciato?
"Noi eravamo contrari e lo stiamo subendo", risponde Oliviero, "e riteniamo che quell'accordo è stato fatto per spaccare un po' il fronte della trattativa nazionale. Diciamo che in parte ci sono riusciti, anche se non sono andati a compimento. La tempistica dell'accordo non è stata rispettata. Per esempio i lavoratori alla Angels dovevano essere già ricollocati entro marzo e non è andata così. Gli altri lavoratori, negli altri appalti, dovevano essere già stati ricollocati ma non è andata così. Stanno solo facendo o faranno, chi ci vorrà andare, dei corsi che non garantiranno nessuna occupazione ma solo un attestato per aver frequentato il corso. Che senso ha spendere tutti questi soldi in una situazione di crisi e recessione in cui viviamo, quando potrebbero essere utilizzati diversamente? 4300 euro al giorno per fare una formazione che dura 35 giorni per fare la manutenzione ed effettuare delle pulizie a bordo treno o nelle stazioni penso che sia un po' troppo oneroso".

"Riguardo all'accordo regionale del 30 dicembre", interviene Luca, "il numero di 40 unità destinate al settore notte, della società Angels Service, è stato tenuto artificiosamente basso per favorire un aumento di numero di posti di questi corsi a cui si riferiva Oliviero, sovvenzionati dalla Regione. Attualmente, se facciamo un conto dei treni in partenza da Milano, sommando il numero di unità di personale per questi servizi, scopriamo che servirebbero il doppio degli addetti".

"La Angels gestirà il servizio sicuramente fino a dicembre 2012, poi non si sa", precisa Oliviero.

Oggi, 31 dicembre 2012, il contratto della Angel Service è in scadenza. Cosa succederà? I 40 ex Wagon Lits torneranno a casa? Saliranno su un'alta torre? Molto probabilmente il contratto verrà prorogato. Mentre Oliviero è stato ricollocato dalla metà di luglio, 12 suoi ex colleghi, nonché compagni di lotta, tra cui Rocco e Stanislao, saliti con lui sulla Torre Faro del Binario 21, sono ancora disoccupati. Ma al Binario 21 non c'è più nessun presidio. Come continua la protesta per i 12 posti mancanti?


(Photocredit)

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