2012: gli ex Wagon Lits hanno davvero vinto? Parte quinta

Quinta parte dello speciale sulla lotta per la mobilità sostenibile e il diritto al lavoro degli ex Wagon Lits al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano.

Immagine di anteprima per Binario 21 - Torre Faro.jpg


Quinta parte dello speciale sugli ex Wagon Lits. Sempre nell'intervista a Oliviero e Luca, raccolta alla fine di giugno 2012, si parlava di dignità del presidio e di lotta fino all'ultimo posto di lavoro riconquistato. E' andata veramente così?

Perché avete scelto dignità come parola chiave del presidio?
"Borsellino ha definito la nostra battaglia una guerriglia civile che doveva essere effettuata in tutti gli impianti e stazioni di Italia dove ci sono licenziamenti". "Io penso", continua Luca, "che la dignità l'abbia persa chi ha proposto quell'accordo il 30 dicembre, non tanto i lavoratori che, alla fine, si sono ritrovati costretti ad accettare questa proposta di lavoro fatta sotto ricatto. Ci sono persone che non sono mai state chiamate da Trenord. Qualcuno è andato ma non è stato selezionato e non si sa da cosa sia dipesa la risposta negativa perché non ci sono riferimenti normativi nell'accordo, è tutto in mano a una sorta di caporalato, per cui si decide sulla base di che cosa non abbiamo capito. C'è stata una collega che ha posto delle condizioni, voleva capire meglio i contenuti del contratto e che non ha ritenuto opportuno firmare quel ricatto che prevede la rinuncia a qualsiasi vertenza contro Trenitalia per essere assunta da Trenord, e per ritorsione le hanno tolto la disoccupazione".

Siete disposti a continuare il presidio a oltranza?
Per Oliviero "il problema è di far tornare tutti a lavorare e dargli un lavoro nel rispetto della dignità di ogni lavoratore. Noi stiamo qua e tenteremo di allargare le possibilità di lavoro all'interno del settore, laddove non sarà possibile cercheremo delle altre soluzioni. Questa situazione deve essere affrontata a livello nazionale e non regionale. Per cui quelli che sono rimasti fuori devono essere ricollocati come gli 85 di Messina, i 60 di Venezia, i 60 di Torino e i 100 di Roma. Per cui chiediamo, comunque, un tavolo nazionale e una soluzione nazionale".

Siete disposti a tornare sulla Torre?
Sempre Oliviero, "sulla torre o qualcos'altro nessuno di noi si tirerà indietro. Siamo molto decisi perché in questo Paese non si può sempre accettare il fatto che chi si sveglia al mattino debba comandare. Questo deve essere un messaggio che deve arrivare a tutti gli italiani. Se dovesse passare il messaggio che il primo che si sveglia al mattino detta le regole, la nostra democrazia è finita, se è finita la democrazia, in questo Paese è finito tutto".

Il presidio sotto la Torre Faro del Binario 21 è stato sciolto, definitivamente, la seconda settimana di agosto 2012. Da parte degli ex Wagon Lits non ci sono più state iniziative di protesta e di loro non ha più parlato quasi nessuno, fino alla consegna degli Ambrogini d'oro il 7 dicembre scorso. Sulla battaglia civile del Binario 21 e della Torre Faro è sceso il silenzio. E tutti, ex Wagon Lits compresi, si sono dimenticati dei 12 ancora disoccupati.


(Photocredit)

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