2012: gli ex Wagon Lits hanno davvero vinto? Parte sesta

Sesta e ultima parte dello speciale sulla lotta per il ripristino dei treni notte e contro i licenziamenti degli ex Wagon Lits al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano.

Immagine di anteprima per Binario 21 - Torre Faro.jpg


Sesta parte dello speciale sugli ex Wagon Lits. I 12 disoccupati. Intervista a Roberto Dell'Osso, raccolta il 31 dicembre 2012.

Senza lavoro sono rimasti in "12, tra cui gli ultimi 2 sulla torre, quelli che fino alla fine hanno messo la faccia". Anche l'assegnazione dell'Ambrogino d'oro ha dimostrato che "vale ancora la pena lottare", continua Roberto, "se un diritto è stato ripristinato da giugno, vuol dire che qualcosa di buono è stato fatto".

Allora, come mai in 12 siete ancora a casa?
"Noi 12 paghiamo lo scotto di un diktat politico. Rimanendo al presidio abbiamo osato andare contro la linea guida di quell'accordo (quello del 30 dicembre 2011, proposto da Regione Lombardia, n.d.r.) ma quella giunta non esiste più. E' un accordo politico perché fatto dalla Regione, non dai sindacati e imposto da lei, che ha stanziato 160.000 euro di corsi di formazione per finire in aziende in appalto che spesso sono in crisi, con dipendenti in cassa integrazione. Corsi che non avevano nulla a che fare con la nostra professionalità. Abbiamo chiesto, questo è stato il nostro torto. Dal punto di vista politico paghiamo con l'occupazione".

Ma, alla fine, nonostante tuttora avete vinto?
"Abbiamo vinto dal punto di vista della battaglia civica".

Gli altri ex colleghi ed ex compagni di lotta sono stati ricollocati tra ATM, Trenird ed Angel Service, "l'unica ad applicare criteri di legge, gli altri chiamano per le loro esigenze produttive. Noi paghiamo lo scotto di aver fatto una cosa per tutti con tutti".

Quando ha cominciato a sfilacciarsi il gruppo del Binario 21?
"Da marzo scorso, con le prime assunzioni. Noi abbiamo fatto la lotta per tutti perché credevamo nella battaglia in sé, però pare che si siano dimenticati di noi". Da questo punto di vista pare abbiano vinto loro".

Tra quelli rimasti fuori dai nuovi contratti ci sono Rocco Minutolo e Stanislao Focarelli, gli ultimi 2 ragazzi saliti sulla Torre Faro. E i primi 3?
"Oliviero sta lavorando da luglio 2012, come Giuseppe. Carmine è andato a lavorare in Trenord da 3 settimane dopo che era sceso. La sensazione è quella di mettere a lavorare quelli che potevano dare fastidio. Qualcuno vuol far fuori il Binario 21. Quelli che hanno lottato fino all'ultimo li lasciano ancora appesi, una specie di ritorsione. Abbiamo dimostrato in maniera reale concreta che a fare le lotte si ottiene qualcosa. L'Ambrogino d'oro ci ha ridato visibilità e il Comune, così facendo, si è esposto in nostro favore".

Un pensiero va, anche, alle forze dell'ordine che hanno presidiato la Torre Faro e la piattaforma sottostante per quasi 8 mesi. "Le voglio ringraziare, in particolare DIGOS e Polfer perché non abbiamo mai avuto nessun tipo di problema. A livello umano abbiamo avuto grande supporto".

Quello che ha inquietato Roberto è stato, però, vedere le scalette di accesso alla Torre Faro del Binario 21 ed altre torri nei dintorni, segate. "Mi ha fatto venire i brividi lungo la schiena. E' un messaggio chiaro. Era meglio trovarsi davanti uno con la pistola".

Cosa rimane di quei lunghi mesi al Binario 21?
"La soddisfazione di aver condotto questa battaglia con i lavoratori e un pezzo della società civile e averla vinta. Non dico cambiare si può ma si può modificare quello che è sbagliato anche quando ti scontri contro un colosso come Ferrovie dello Stato".


(Photocredit)

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