Botti di Capodanno: marcia indietro, ha vinto l'idiozia

Milano e i botti di fine anno: se in zona Sempione, ho visto solo gruppi di bambini e di amici tranquilli divertirsi con qualche botto innocente, ben diversa è stata la realtà di altre zone della città. La denuncia arriva dai nostri lettori

PetardoMilano.jpg Se nella mia vivibilissima zona Sempione la notte di Capodanno è parsa risolversi in una simpatica kermesse festaiola e nulla più, il resto di Milano, lo testimoniano i messaggi arrivati dopo il mio post su quanto avevo visto ieri sera da parte di chi ha vissuto una ben peggiore esperienza rispetto alla mia. Il che mi porta ad amarissime considerazioni sui miei concittadini, e sulla loro trasformazione.

Milano ha insomma vissuto una notte di paura, di botti idioti, di stupidità collettiva, proprio quando mi ero invece illuso che forse la gente stesse cominciando a fare azionare il cervello. Il monito del sindaco Giuliano Pisapia è andato allora ignorato, e a questo punto sarei curioso di capire se e come siano state dispiegate le forze dell'ordine al riguardo. Il 118 ha eseguito circa 880 interventi nel turno comiciato prima della mezzanotte e terminato all'alba, mentre 47 sono stati quelli dei pompieri, un numero leggermente superiore a quello effettuato nello stesso lasso di tempo l'anno passato. Di male in peggio quindi, come se per migliorare le vicende delle nostre vite segnate dall'ingiustizia di chi ci governa fosse sufficiente far esplodere bombe dai nomi impronunciabili oppure semplicemente stupidi.


E allora andiamo con le segnalazioni dei lettori. Giuseppe scrive: "In una delle piazze più belle d'Italia c'era una 'porcatroia' di guerra civile, gli italiani messi in minoranza da un'orda di barbari che tirava quintalate di petardi e bottiglie di vetro addosso a cose e persone, niente da fare e da vedere. L'unica cosa saggia è stata scappare, tirando le peggio bestemmie alla madonnina che ci guardava spavalda dall'alto del Duomo". Tutta colpa degli stranieri? Chissà, di sicuro sono tanti ad avere sottolineato le 'prodezze' di sudamericani e cinesi in questo senso. Ma anche gli stranieri si lamentano, come Aline, dal cognome probabilmente brasiliano: "In centro può darsi che era tutto tranquillo... Ma nel mio condominio no... gli zingari che ci abitano... hanno urinato nell'ascenssore... buttato la loro spazzatura in mezzo alla strada... buttato bottiglie di vetro dal loro piano... e mettevano i botti nell'ascensore... uno schifo... come si fa a vivere cosi?". In questo sono quindi gli 'zingari' chiamati in causa (ah, già, ma bisogna chiamarli 'nomadi'...). Anche Pasquale cita gli extracomunitari: "Tutta la zona adiacente al Duomo era in campo di battaglia tra marocchini che ti lanciavano petardi addosso e quando hanno finito i petardi lanciavano le bottiglie, camminavi praticamente sui vetri! Ambulanze in continuo non so come si faccia finta che va tutto bene... uno schifo".


E allora cerchiamo di non fare finta. Diciamolo: a Milano, e forse in Italia, c'è un forte problema di convivenza e di mancanza di rispetto che a Capodanno ha trovato il suo azimut, ma che probabilmente esiste lungo tutti i 365 giorni, 366 durante l'anno bisesto. Basta fare un salto in Piazza Maciachini oppure in Viale Padova per rendersene conto. Ci sono zone dove i bei discorsi egualitari vanno a farsi benedire. Io, che ho vissuto da straniero in una delle città multietniche del mondo, Toronto, posso raccontare la mia esperienza: quello che impedisce a certi luoghi di franare nella violenza e nel razzismo e la dura applicazione della legge, arrivo a dire la paura della polizia e dei militari. Invece in Italia chi veste una divisa viene da anni insultato e messo alla berlina, senza la possibilità di potersi difendere. I mezzucci della politica buonista degli avvocati azzeccagarbugli hanno portato alla rovina una nazione che ha invece bisogno di ordine come dell'acqua per vivere. E allora, cari cittadini, usate pure questo blog, il nostro e il vostro blog, per denunciare quello che non va nelle vostre case e nei vostri condomini, magari anche facendo nomi e cognomi. Cominciamo dal nostro piccolo, perché il nostro rispetto va anche conquistato. Buon anno a tutti.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO