Sequestro Calevo: i particolari della prigionia, forse anche una donna tra i rapitori

Più passano i giorni, più emergono dettagli sul rapimento dell'imprenditore di Lerici, liberato durante un blitz delle forze dell'ordine.

Immagine di anteprima per andrea_calevo_liberazione.jpg


Questa mattina Andrea Calevo, l'imprenditore rapito a Lerici il 16 dicembre e liberato il 31 dello stesso mese, ha raccontato su RaiUno, nel corso del programma Uno Mattina, le oltre due settimane di prigionia.

Molti i dettagli sui suoi sequestratori come leggiamo sul Corriere:


"Non ricordo quanti erano, parlavano con accento meridionale, probabilmente fingevano di essere del Sud [...] Non erano operatori professionisti: all'inizio mi davano troppa confidenza e mi hanno rivelato troppi dettagli sul mio rapimento"


Calevo non li ha visti in faccia:


"Venivano sempre con il volto coperto, armati, con i guanti, i passamontagna, prima che entrassero sentivo lo scatto dell'arma"


Intanto emergono altri particolari sul rapimento: ci sarebbe anche una donna nella banda. Un giovane che stava rientrando a casa ha segnalato qualche giorno dopo il rapimento ai carabinieri di Lerici la sua presenza, vicino al cancello della villa dei Calevo, intorno all'orario della rapina - le nove meno un quarto -. Si pensa che abbia avuto il ruolo di basista intanto che gli altri banditi entravano nell'abitazione.


Il settantenne Pier Luigi Destri, considerato finora il 'cervello' della banda, il nipote ventenne Davide Bandoni (che durante il periodo di prigionia dell'imprenditore si è presentato un paio di volte nella ditta dei Calevo, forse per 'tastare il terreno') e il probabile autista albanese della banda, Fabjian Vila, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio di garanzia davanti al gip di La Spezia.


Mentre il muratore albanese Simon Halilaj sta collaborando e ha risposto alle domande degli inquirenti.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO