Profughi libici a Milano: aiuti dallo Stato solo per due mesi, l'allarme dell'assessore Majorino

Nonostante una proroga stanno per finire i finanziamenti destinati ai profughi libici accolti in Lombardia.

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Molti dei profughi che sbarcarono a Lampedusa due anni fa, durante la guerra civile in Libia rischiano di finire presto in mezzo ad una strada.

All'epoca infatti l'ex ministro degli Interni Roberto Maroni smistò gli immigrati in tutte le regioni italiane e 3mila arrivarono in Lombardia (tra cui 750 finirono in provincia di Milano).


Il governo Berlusconi decise di pagare 46 euro al giorno per ogni profugo, tra comprensivi di vitto, alloggio, corsi di lingua e avviamento al lavoro e durante tutto questo tempo, ricorda Repubblica, sono stati accolti prima in residence e hotel di quarta categoria, poi in centri gestiti da parrocchie ed enti del terzo settore. 


Ma adesso i fondi sono finiti e il governo ha concesso finanziamenti solo per altri 60 giorni, ovvero due mesi.


L'assessore ai Servizi sociali del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino ha già lanciato l'allarme:


"Dopo il 28 febbraio i profughi dovranno arrangiarsi da soli. E ho già avuto segnali che sono pronti a scendere in piazza per reclamare il diritto di non finire in strada"


L'avvocato Alberto Guariso, dell'Associazione studi giuridici sull'immigrazione, ha spiegato:


"Queste persone sono rimaste nel limbo, con la prefettura che rigettava una ad una tutte le domande fatte da chi aspirava ad essere riconosciuto 'rifugiato', pur senza averne i requisiti. La grande maggioranza, dopo il rigetto della richiesta, ha fatto ricorso per evitare di finire in clandestinità. E solo di recente il governo ha fatto una circolare concedendo a tutti un permesso di soggiorno provvisorio per sei mesi"


Anche la Caritas di Milano ha espresso una "forte preoccupazione" per la vicenda.


credit image by Getty Images

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