Incidente in motoslitta sul Cermis: si indaga sulle cause, forse ignorate le norme di sicurezza

Una nuova tragedia sul Cermis: la montagna è la stessa degli incidenti avvenuti nel 1976 e nel 1998.

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Continuano le indagini sulla nuova tragedia avvenuta venerdì a tarda notte sul Cermis: secondo gli inquirenti sarebbero state ignorate le norme di sicurezza.

Come leggiamo sul Corriere il "serpentone non avrebbe avuto a bordo i ripper", ovvero le lame laterali che servono a frenare in caso di emergenza. Inoltre la rete di recinzione posta sulla curva era stata "progettata e installata per resistere all'impatto di sciatori e snowboardisti, non di mezzi pesanti", e il carrello non era adatto a trasportare passeggeri. La procura di Trento ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo.


Le vittime della tragedia sono turisti russi in vacanza in Trentino: 6 i morti (Denis Kravchenko, 16 anni, Irina Kravchenko, 45 anni, Viaceslav Slepzo, 52 anni, Ljudmila Judina, 48 anni, Julia Judina e Rafilja Pscenichnaja, 52 anni) e due i feriti. Tra le persone che hanno perso la vita c'è anche la titolare russa dell'Hotel Sporting. 


Dopo una cena in una baita in quota, la comitiva ha affrontato, su una motoslitta con rimorchio, una pista 'nera', non illuminata e vietata: arrivati ad una curva hanno sbandato e sono precipitati in un crepaccio profondo 100 metri, in mezzo a bosco e rocce. 


Il governatore Alberto Pacher ha dichiarato, come leggiamo su Repubblica:


"Siamo profondamente scossi di fronte a questa tragedia e impegnati in prima linea nei soccorsi"


I feriti (il gestore dell'albergo e Boris Iudin, 47 anni) sono stati ricoverati in prognosi riservata all'ospedale S.Chiara di Trento, ma non sono in pericolo di vita. 


credit image by Getty Images

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