Ragazza stuprata a Bergamo: il procuratore, "Le donne non escano da sole"

Le parole del procuratore della città, Francesco Dettori, stanno facendo discutere.

file0001838652216.jpg


Milano, via Paravia (zona San Siro), una sera di nove anni fa. Anzi, era proprio notte. Tornavo da un concerto o da una serata, non ricordo bene, ma ero da sola.

Avevo lasciato la mia macchina, la storica Panda di mia madre che mi ha svezzata tante volte al volante, poco lontana, parcheggiata sul marciapiede-spartitraffico al centro della carreggiata. Chiavi in mano mi avvicino alla portiera, la apro.


All'improvviso, mi ritrovo un uomo alle spalle. Non so da dove sia saltato fuori, dove si era nascosto, perchè non l'avevo visto, e non ricordo nemmeno la sua faccia. Ma ricordo molto chiaramente che ha provato a entrare in macchina con me.


Quello che è successo dopo si è svolto in una frazione di secondi: le mie gambe agiscono da sole prima ancora che riesca a pensare a cosa fare, e riesco ad allontanarlo con un calcio. Non credo di avergli fatto troppo male, perchè lo sconosciuto barcolla, evidentemente ubriaco.


Entro in macchina, mi chiudo dentro, metto in moto il più in fretta possibile mentre quell'uomo inveisce ancora verso di me, e scappo in una specie di trance, con il cuore che batte all'impazzata.


Solo a qualche chilometro di distanza inizio a riprendermi, e realizzo: sono stata fortunata. Sono stata fortunata che non mi sia andata peggio, che quell'uomo non fosse in sè e che sia riuscita a reagire. Non potevo nemmeno addossarmi colpe per quello che mi era successo, perchè ero sobria e indossavo i pantaloni (se mai avessi 'provocato', avrei proprio voluto capire come).


Quando in questi giorni ho letto, e ho scritto, della ragazza di Bergamo, mi sono ricordata di quella notte a Milano.


Non ho mai creduto ai raptus. Secondo me non esiste nessuna "momentanea perdita della capacità di intendere e di volere" quando, mentre stai andando-al-lavoro, salti addosso a una ragazza che sfortunatamente si trovava a passare di lì in quel momento. Gonna o non gonna, drink o non drink.


Si può parlare di background culturale sbagliato, di percezione della figura femminile sbagliata, ma non certo di 'pazzia momentanea'. Tu DECIDI, fino a prova contraria, che VUOI ADESSO quella ragazza.


Anche io, nei giorni successivi, mi ero fatta accompagnare alla macchina da amici, uomini, come ha consigliato quasi alzando le braccia, il procuratore della città, Francesco Dettori ("Le donne sono l'anello debole di una società in cui è parzialmente ancora inculcata l'assurda mentalità della femmina come oggetto del possesso. Lo dico con tutto il rammarico, ma sarebbe bene che di sera non uscissero da sole", è la frase che sta scatenando le polemiche).


Ma poi, dopo qualche giorno, mi sono resa conto che non era possibile avere una scorta 24 ore su 24. E ho smesso di farmi accompagnare, non solo con la speranza che non mi succeda mai più - siamo realisti, potrei ancora trovarmi al posto sbagliato nel momento sbagliato -, con la speranza, nel caso, di avere ancora i riflessi pronti per reagire.


Non è un bella prospettiva, me ne rendo conto, ma dobbiamo ogni giorno fare i conti con il mondo, al di fuori della porta blindata del nostro appartamento. Un mondo che agisce indipendentemente da noi, anche se veniamo scortate e monitorate, coperte di vestiti dalla radice dei capelli alle unghie dei piedi.


Ma c'è un altro aspetto che mi ha fatto pensare in questi giorni: a Bergamo non si è scesi in piazza perchè è avvenuta una violenza contro una donna - perchè altrimenti, visti i dati diffusi soltanto un paio di mesi fa, si dovrebbe scendere in piazza ogni giorno -. Mi viene piuttosto da pensare che si sia scesi in piazza perchè l'aggressore di Borgo Santa Caterina è di origine kosovara.


Ma le violenze contro le donne vengono commesse da italiani e stranieri, di giorno e di notte, come sottolinea anche Isabella Bossi Fedrigotti sul Corriere.


Come si può pretendere la percezione della gravità di un reato gravissimo come la violenza sessuale, se si parla ancora di 'provocazione' (vi ricordate Don Corsi?) o si protesta a orologeria?

  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO