Privacy e Facebook: la #bufala del Ministro dell'Interno da copiare e incollare come status

Torna la #bufala sulla privacy di Facebook e sui poteri del "Ministro degli Interni".

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Fermi tutti, prima di copincollare come status messaggi per salvaguardare la privacy su Facebook.

Sta tornando in auge sul social network la #bufala del Ministro degli Interni che avrebbe "chiesto (e ottenuto) l'accesso ai profili Fb". Peccato che in Italia ci sia il Ministro dell'INTERNO, che risponde al nome di Anna Maria Cancellieri, e che le impostazioni per la privacy si possano modificare a piacimento.


L'appello invita a pubblicare come status questo messaggio:


"Dichiaro quanto segue: Qualsiasi persona o ente o agente o agenzia di qualsiasi GENERE , struttura governativa o privata, NON HANNO IL mio permesso (tranne su richiesta esplicita e con consenso mio personale) di utilizzare informazioni sul mio profilo, o qualsiasi parte del suo contenuto compaia nel presente, compreso ma non limitato alle mie foto, o commenti sulle mie foto o qualsiasi ARGOMENTO pubblicata nel mio profilo o diario. Sono informato che a tali strutture è strettamente proibito divulgare, copiare, distribuire, diffondere o raccogliere informazioni o intraprendere qualsiasi altra azione riguardante o contro di me tramite questo profilo e il contenuto dello stesso. Divieti precedenti si applicano anche ai dipendenti, stagisti, agenti o qualsiasi personale sotto la direzione o il controllo di dette entità. Il contenuto di questo profilo è privato e le informazioni in esso contenute sono riservate al circolo di persone alle quali esso è destinato. La violazione della mia privacy è punita dalla legge. CC - 1 - 308 -1-103. Facebook è ora un'entità quotata in borsa PERTANTO RESA PUBBLICA AZIENDA QUINDI SOTTOPOSTA AD OBBLIGO DELLA LEGGE SULLA PRIVACY. Siete tutti vivamente consigliati di pubblicare un bando tipo questo, o se preferite, copiare e incollare direttamente questa versione. Non pubblicare tale dichiarazione almeno una volta, permette indirettamente l'uso di oggetti quali immagini e informazioni contenuti nei vostri aggiornamenti di stato pubblici"


Questa notizia non ha fondamento, come spiegava già Faceblog qualche tempo fa, ma nonostante questo periodicamente torna a girare per le bacheche (qui gli approfondimenti di Paolo Attivissimo).


Falsa anche questa, simile nei contenuti, come conferma Downloadblog:


"Dichiaro, alle parti interessate ed in particolare all'amministratore della società Facebook, che i miei diritti d'autore sono collegati a tutte le mie informazioni personali, commenti, testi, articoli, illustrazioni, fumetti, quadri, foto e video professionali, ecc. (a seguito della convenzione Berner). Per un eventuale uso commerciale degli articoli sopra menzionati, il mio consenso scritto sarà sempre necessario. A partire da questa affermazione, pertanto, è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire, diffondere o eseguire qualsiasi altra azione contro di me basata su questo profilo o il suo contenuto, senza il mio consenso. La proibizione si estende anche ai dipendenti, studenti, agenti o membri di qualsiasi squadra, sotto la direzione o il controllo o la tutela di Facebook. L'intero contenuto di questo profilo e ciascuna sua parte è da considerarsi informazione privata e riservata. La violazione della mia privacy è soggetta alle sanzioni previste dalla legge (UCC 1-308 - 1 308 1-103 e lo statuto di Roma), in Brasile dal codice di protezione e tutela del consumatore (legge 8.078/90) e in Argentina dalla legge 26.388 del CCP"


Intanto, attenti anche agli altri appelli da 'far girare' su Facebook, come la famigerata legge del senatore Cirenga e la bufala dei trucchi per adescare le donne.


credit image by Getty Images

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