Italiano rapito in Siria: è stato liberato

L'ingegnere, sequestrato il 12 dicembre, sarebbe stato rilasciato insieme a due suoi colleghi russi.

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Mario Belluomo, l'ingegnere italiano rapito lo scorso 12 dicembre in Siria, sulla strada tra Homs e Tartus, è stato liberato. Lo dicono fonti del ministero degli Esteri russo, citate dall'agenzia Interfax. Con l'italiano, sono stati rilasciati anche i due cittadini russi che erano stati sequestrati lo stesso giorno.


Secondo una nota di Mosca, "i due russi sono stati scambiati ieri con alcuni guerriglieri". L'Unità di Crisi della Farnesina sta seguendo minuto per minuto gli eventi. E fa sapere che è essenziale, ai fini del buon esito del caso, mantenere massimo riserbo e prudenza. 

La Farnesina è in contatto costante con il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, e con i familiari dell'ingegnere. Il padre di Mario, Gianfranco Belluomo, ha riferito all'Ansa: "Aspettiamo l'ufficialità da Roma. Il ministero degli Esteri ha lavorato bene. E in quel caso sarà la vittoria di un'istituzione che in Italia funziona benissimo". 


Neanche la tv di stato della Siria e gli altri media governativi per ora hanno confermato o smentito la notizia della liberazione del 63enne originario di Catania. Belluomo, dall'estate scorsa, lavorava come consulente dell'azienda siriana Himsho, in un complesso industriale a sud di Homs. Viveva in un albergo di Tartus, sulla costa. Da metà dicembre a oggi, le uniche notizie arrivavano dalla Russia. Nessuna formazioni dei ribelli siriani anti-regime ha mai rivendicato il rapimento. Ufficialmente, neanche il governo di Damasco ha mai comunicato la sparizione di Belluomo e dei suoi due colleghi russi. 


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