Tangenti: Paolo Scaroni indagato per una tangente in Algeria. Lui: «Sono estraneo ai fatti»

L'indagine era stata anticipata da Report, il 16 dicembre 2012, con l'inchiesta "Ritardi con Eni".

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L'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, è indagato dalla procura di Milano per corruzione internazionale. La Saipem, una controllata dell'Eni avrebbe pagato una tangente da 197 milioni di euro per una commessa di 11 miliardi di dollari.

Secondo le ricostruizioni degli inquirenti, Scaroni avrebbe incontrato un mediatore a Parigi e avrebbe fatto in modo che l'Eni e la Saipem si aggiudicassero le commesse.


L'incontro, dice l'Ansa, si sarebbe svolto a Parigi con l'intermediario, un membro di una società di Hong Kong, che si sarebbe poi occupata di ridirigere il denaro nelle tasche di alcuni esponenti del goveno algerino 


L'intermediario sarebbe Farid Bedjaoui, indagato come Scaroni e come Pietro Varone, Antonio Vella e Nerio Capanna (tre dirigenti Saipem), Tullio Orsi (un ex dirigente Saipem), Pietro Tali (l'ex amministratore delegato della controllata dell'Eni), Alessandro Bernini, (l'ex direttore finanziario della Saipem).


L'azienda ha diramato un comunicato stampa, che inizia così: «In merito all'inchiesta giudiziaria della Procura della Repubblica di Milano che coinvolge Saipem per attività in Algeria, Eni prende atto che la Procura ha esteso le indagini anche nei confronti di Eni e del suo Amministratore Delegato».


Nel comunicato, sia l'Eni sia Scaroni, naturalmente, «si dichiarano totalmente estranei alle vicende oggetto di indagine» e l'ente rende noto di aver già fornito (e di continuare a fornire) «la massima cooperazione alla magistratura».


Intanto, la polizia tributaria della Guardia di Finanza ha perquisito gli uffici di San Donato Milanese e di Roma della controllata e della controllante, oltre all'abitazione privata di Scaroni.


Il titolo Eni, come prevedibile, è sceso in borsa, mentre la Saipem è salita (ma il titolo della controllata era stato protagonista i un crollo anomalo, lo scorso 30 gennaio).

Insomma, ci sono ancora molte cose da chiarire, e sicuramente la questione procederà nei prossimi giorni.


Foto @ Getty Images

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