Nove donne uccise in Nigeria: erano volontarie per le vaccinazioni anti-polio

I leader musulmani nei giorni scorsi si erano scagliati contro la medicina occidentale, accusata di portare infertilità.

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Nove donne, volontarie della campagna di vaccinazione anti-polio, sono state trucidate in due attacchi diversi nel nord della Nigeria. A Kano il primo dei due assalti mortali; lo stesso commando mezz'ora dopo si è spostato in motocicletta e ha ucciso altre volontarie in un centro medico poco fuori la città.


Non c'è stata rivendicazione, al momento, ma i sospetti puntano il dito sul gruppo islamico Boko Haram, setta che condanna l'uso della medicina occidentale. Nelle ultime settimane, questo gruppo è stato particolarmente attivo, con una serie di attacchi contro forze di sicurezza del Paese. 

Un portavoce della polizia ha reso nota la dinamica degli attacchi: "I cecchini hanno aperto il fuoco su un ambulatorio nel quartiere Hotoro, uccidente sette persone. Nella zona di Zaria Road è avvenuto il secondo attacco con due vittime. Lavoravano tutte per un'agenzia di stato che si occupa di vaccinazioni anti-polio".


Lo scorso anno, sempre Boko Haram aveva ucciso centinaia di persone per imporre la sharia in un Paese diviso equamente tra cristiani e musulmani e con 160 milioni di abitanti. Nei giorni scorsi, erano arrivate le invettive di alcuni leader musulmani nigeriani, che si opponevano alla vaccinazioni, sostenendo che provocherebbero l'infertilità. Giovedì, un leader estremista ha detto che pure i nuovi casi di poliomelite erano dovuti alla vaccinazione, in particolare a un farmaco alterato. 


Prima della Nigeria, lo stesso genere di attacchi aveva colpito il Pakistan, con 16 volontari uccisi tra dicembre e gennaio mentre praticavano vaccinazioni anti-polio. 


Credit image by Gettu Images

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