Fecondazione assistita: Strasburgo boccia il ricorso dell'Italia sulla legge 40

Anche le coppie fertili portatrici di malattie trasmissibili ai figli potranno accedere alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita

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La Corte europea dei diritti dell'uomo ha bocciato definitivamente il ricorso dell'Italia sulla legge 40 del 2004 sulla procreazione assistita. La stroncatura è arrivata per la parte relativa alle coppie portatrici di gravi malattie: niente diagnosi preimpianto.


Il governo italiano aveva presentato il ricorso contro la sentenza emessa nell'agosto scorso che definitiva incoerente l'impianto della legge sul punto della diagnosi e in contrasto con l'articolo 8 della Convenzione europea che sancisce il diritto e il rispetto della vita privata e familiare.

A chiedere l'intervento della Corte era stata una coppia portatrice di fibrosi cistica. Nicolò Paoletti, legale dei coniugi, e Filomena Gallo, dell'associazione Luca Coscioni, hanno così commentato il rigetto del ricorso: "Con la bocciatura, la legge 40 dovrà essere adeguata alla Carta europea dei diritti dell'uomo, come previsto dalla sentenza della stessa Corte dello scorso 28 agosto, prevedendo l'accesso alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita anche per le coppie fertili portatrici di patologie trasmissibili ai figli".


Al momento, solo le coppie infertili hanno accesso a trattamenti di procreazione medicalmente assistita. I legali hanno aggiunto: "Oggi è stata eliminata una dolorosa discriminazione nell'accesso alle cure". Per cambiare la legge, c'è ancora un passaggio: l'intervento del Parlamento.

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