Le foibe e il ricordo per i 'martiri di Serie B'

La giornata del Ricordo, o della Memoria, per ricordare le Foibe e la Shoah, momenti importanti ma che non vanno banalizzati o, peggio, nascosti ed esauriti dietro a dei gesti che, oltre al simbolismo, spesso aggiungono molto poco

foibe23949.jpg Ieri era la Giornata del Ricordo, quella che celebra l'orrore delle foibe, la mattanza della violenza e dell'odio comunista. Pochi giorni fa abbiamo vissuto la giornata della Memoria, quella che cerca di non fare appannare l'idea della Shoah. Decidessimo di dedicare una giornata a un terzo eccidio dovremmo coniare un vocabolo nuovo. La realtà è che alla fine, alla gente, anche di quelli già esistenti interessa poco. Più si celebra una giornata e più si la si svuota di contenuti. Ogni qualvolta vedo il presidente della Repubblica, ma di qualsiasi repubblica, con una corona di fiori in mano, lo considero un colpo alla credibilità di quello che si sta 'festeggiando'.

Noi però continuiamo a ricordare, e più il tempo passa e più si accumulano le corone del Presidente, più la 'giornata' si fa priva di sostanza, più si fa povera di contenuti. Chi ha sofferto veramente, di solito, queste ferite le porta dentro, ignorato per anni dai media, perché se la tua sofferenza non serve, vuoi al politico vuoi al giornalista di turno che deve costruirci lo scoop, tutto sommato a chi interessa? L'obiettivo principale di qualsiasi cosa capiti o venga fatta capitare nell'Italia dgli ultimi trent'anni è quello di fare 'audience', di fare piangere la gente, farla imprecare, che sventoli un tricolore o che alzi il pugno verso il cielo. Non si riesce a ricordare, a celebrare qualcosa per sé stessa, per il suo intrinseco valore, per il suo recondito orrore. Quello ormai fa parte di chi lo ha vissuto, molto spesso ormai nell'impossibilità di raccontarcelo, ormai fa parte del passato. Di un passato di cui, questo sì, ormai non v'è più né memoria, né ricordo.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO