Sanremo 2013: la canzonetta vince e convince, prosegue la lobotomizzazione degli italiani

Il festival di Sanremo premia i 'soliti noti', canzonettari in stile Claudio Villa autori di musica, si fa per dire, strapallosissima e inascoltabile. Ma davvero il rock italiano va considerato morto e sepolto?

sanremo2013totale3209.jpg Non voglio ascoltare, non voglio sapere, ma già i nomi mi fanno venire i brividi. Mi è bastato sentire l'angosciante pezzo dei Modà per capire il tono di Sanremo 2013, che poi è uguale al tono di Sanremo 2012 e di Sanremo 2011, e sarà uguale al tono di Sanremo 2014: la sdolcinata canzonetta italiana, che gli italiani osannano perché non sono in grado di fare altro, ovvero musica seria, quella per la quale vale la pena pagare 50 euro per andarla a vedere in concerto.

Più o meno lo stesso concetto del 'calcio all'italiana', un'autentica schifezza che può essere celebrata solo da coloro che si nutrono di bieco nazionalismo pallonaro: qual è la bellezza di questo 'ipotetico' calcio, quando tutti, noi compresi, guardiamo con immenso piacere quello molto più atletico tedesco, oppure quello molto più vero e maschio britannico, dove i tifosi non hanno bisogno di recinti quando vanno allo stadio? Eppure a noi italiani piace così, piace cibarci di brutture, e Sanremo non fa differenza. E non è un caso se a far discutere normalmente siano i look o le gaffe dei protagonisti, piuttosto che i ritornelli o le cantilene dei brani. Peraltro scontati.


Mengoni, Elio e le Storie Tese, Modà, un trio da brivido. Soffriamo ancora, nel 2013, della sindrome da Claudio Villa e da Quartetto Cetra, e il dramma è che non ce ne vergogniamo. Non siamo capaci di fare del buon rock o del buon funky e allora ci illudiamo che esista una strapallosissima musica nazionalpopolare che piace alla 'casalinga di Voghera'. Ovviamente chi dissente, come me, viene subito tacciato di snobismo. E sia, anche se trovo assai poco snob pogare per un concerto dei Ramones, dei Cure, dei Dandy Warhol o di Prince. Ma purtroppo la 'musica dei ciòvani' in Italia arriva da X Factor, mentre nel resto del 'mondo che conta', musicalmente parlando, che è esclusivamente quello di marca anglosassone, nasce nei retrobottega dei pub, sui palchi delle cantine, nasce dal cuore delle strade. Per cui, cara Italietta, continua pure a cibarti di Sanremo, mentre a Milano vengono chiusi 'templi del rock' come il Rolling Stone. Io aspetto il prossimo concerto punk. Pogherò anche per chi rimarrà davanti alla tivù ad ascoltare Fabio Fazio.

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