Elezioni 2013: la mia giornata in Lega Nord

Una giornata passata in Lega Nord assieme ai colleghi per tastare il polso dei 'lumbard' alla chiusura dei seggi elettorali. Fra tante difficoltà e imprevisti, coronati alla fine da una magnifica spaghettata

PadaniaLegaNordelezioni.jpg Questo non è un pezzo elettorale, ma di pochi pensieri raccolti alla fine di una giornata pesante, che proprio di elezioni è vissuta. Passata alla sede della Lega Nord, come uno dei tanti inviati che hanno riempito la sala stampa del Carroccio. Primo piano della sede di via Bellerio, "Prima il Nord" come slogan appiccicato al muro, il tanto verde di un tempo che fu rimpiastricciato dell'azzurro scrutato da Roberto Maroni, a caccia di un posto dorato al Pirellone.

E' stata una giornata difficile, nell'attesa di una telefonata che non arriva e, nel frattempo, nella disperata e furiosa ricerca di notizie, attraverso qualsiasi cosa, qualsiasi indizio, qualsiasi aiuto, sia il collega di lato, sia quelle maledette agenzie che si vanno a impastare proprio a ridosso del primo collegamento. Con, per colmo di sfortuna, l'inizio di ben 29, dico 29!, aggiornamenti che devo per forza aspettare che il mio computer applichi al proprio hardware. Insomma, tra sudori, madonne e una barretta di cioccolata si arriva finalmente alle 19. Con due ore di ritardo sulla tabella di marcia annunciata, è Giacomo Stucchi, vicesegretario federale della Lega Nord, a parlare per tutti e, come per ogni buon politico, anche per lui queste elezioni si sono risolte in una vittoria del Centrodestra. Chissà, forse può anche starci.


Nel frattempo, alla fine della conferenza stampa, emulo il collega che, pochi secondi prima dell'intervento di Stucchi, aveva steso come birilli i pali d'acciaio che separavano incomprensibilmente le due file di giornalisti dal corridoio centrale, sinistra e destra, manco fossimo al 'parlamento padano'. Monto in fretta e furia, anche il mio ftp personale mi tradisce, mi rivolgo supplice al sito di 'We Transfer' e tiro un sospiro di sollievo. Stucchi e inviato e, prima di arrendersi alla stanchezza e al digiuno della giornata, riesco a piazzare il microfono per primo sotto al naso dell'onorevole Giovanni Fava, che mi guarda in 'favore di camera'. Eh beh, queste sì che son soddisfazioni! Per oggi è finita, fuggo correndo dalle scale verso il taxi che mi attende manco fossi la cameriera celebrata da Joe Jackson in "Steppin' Out". Arrivo a casa e abbraccio il mio ftp funzionante. Spaghetti, aglio, olio e e peperoncino, manco fossi Alberto Sordi, bicchierino di grappa, ultimi risultati in tivù e musica soft-stronz anni '80 a condire le ultime parole di questo post. E tra poco suona la sveglia...

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