Scontri in Bangladesh: 35 morti dopo condanna leader musulmano

Sabotata anche la ferrovia con il deragliamento di un treno.

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Violenti scontri sono scoppiati in Bangladesh dopo la condanna a morte del leader fondamentalista musulmano Delawar Hossein Sayedee, accusato di crimini di guerra commessi nel 1971 per l'indipendenza dal Pakistan. Il bilancio dei tumulti che sono andati avanti per tutta la giornata di ieri è di 35 morti e centinaia di feriti.


Non solo: si contano anche gravi danni e il sabotaggio della ferrovia che collega Chittagong con il resto del Paese, che ha causato il deragliamento di un treno. In tutto, sono stati una decina i distretti dove la gente è scesa in piazza.

Una fonte ufficiale ha confermato che sono state usate pure armi da fuoco. I morti, in particolare nel Nord del Paese, sono militanti musulmani, agenti di polizia e passanti. Il sabotaggio della ferrovia è avvenuto ieri sera, sono usciti dai binari sei vagoni di un treno che stava transitando in quel momento. Ancora oggi, la linea è bloccata.


Delawar Hossain Sayeedi era stato catturato nel giugno del 2010. Le autorità militari del Paese lo accusano omicidi di massa, stupri e altri crimini. Il mese scorso, un tribunale aveva condannato all'ergastolo l'altro leader islamico Abdul Kader Mullah con l'imputazione di crimini contro l'umanità.


Foto | © Getty Images

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