Festa della Donna 2013, come festeggiare al meglio senza mimose: una donazione per la ricerca

Rinunciare alle mimose, alle cene e al pacchetto '8 marzo' per lottare contro il cancro al seno.

tattoocan.jpg


Tra pochi giorni sarà la Festa della Donna, l'8 marzo. E in Italia 1 Donna su 8 riceve una diagnosi di tumore al seno. Sì, parliamo del cancro, quella parola tremenda che gioca a nascondino tra 'brutti mali' e 'lunghe malattie'.

1 Donna su 8 è un dato che definire allarmante è dir poco, e secondo i numeri resi noti qualche tempo fa dalla Commissione Sanità del Senato, un terzo delle donne che si ammalano ha meno di quarant'anni. In Italia inoltre il tumore al seno rappresenta la prima causa di morte nella fascia di età che va tra i 35 ed i 50 anni.


Si parla quindi di una vera e propria EPIDEMIA.


La sera dell'8 Marzo, al tavolo di qualche ristorante per 'festeggiare', guardiamo in faccia le nostre amiche, e pensiamo che a una di loro, o a noi, o alle nostre madri, o alle nostre nonne, o alle nostre figlie potrebbe succedere. Se non è già successo.


Di fronte a dati come questi i governi dovrebbero indire crociate contro il cancro all'istante. NON chiudere ospedali, come successo in Piemonte.


Ci sono poi molte cose che non vengono raccontate sul cancro, che trovi navigando in rete.


Ad esempio puoi leggere le VERE parole delle donne che hanno il cancro, come su C-Word. E scopri che molti dei prodotti messi in vendita con il famoso 'fiocco rosa' possono contenere sostanze cancerogene (si parla del cosiddetto 'pinkwashing' ovvero: appiccica a qualsiasi oggetto del rosa e ti lavi la coscienza. E quando si parla di qualsiasi oggetto, intendiamo QUALSIASI OGGETTO. Incluse delle belle pistole. Rosa).


Ad esempio scopri che anche se hai il cancro può succedere di dover sborsare di tasca tua 170 euro per un'ecografia imprevista, che per le lungaggini della sanità del nostro Paese non hai potuto - ovviamente - programmare con un anno d'anticipo, come racconta sul suo blog l'amazzone di Le Amazzoni Furiose.


Oppure, se ti senti 'al sicuro' per non aver mai avuto casi di cancro al seno in famiglia, scopri anche che i geni non sono l'unica causa: infatti esiste un fortissimo fattore ambientale, di cui si parla troppo poco.


Qualche giorno fa il New York Times riportava i dati del "Breast Cancer and Environmental Research Act", che coinvolgeva insieme ai comportamenti che le persone singole mettono in atto, l'esposizione alle sostanze chimiche, agli inquinanti, alle radiazioni, insieme a fattori sociale e socioeconomici (qui trovate il report completo). E in Lombardia sventrano una regione per costruire tre salutari autostrade.


Citando Le Amazzoni Furiose il cancro al seno non è un destino.


La domanda "Perchè ci si ammala di cancro?" cerca una risposta da troppo tempo, e di sicuro i tagli alla ricerca scientifica in questo senso possono solo risultare ancora più deleteri. Perchè così non solo non si scopriranno nuove cure, ma non si scopriranno nemmeno le cause del cancro, e le strategie di prevenzione.


La sera dell'8 Marzo quindi...la sera dell'8 Marzo...


Ma, alla fine, è davvero necessario tutto il pacchetto di ipocrisia travestita da fiore giallo?


Sarebbe un'alternativa interessante - e più utile - destinare i soldi che verrebbero spesi (o fatti spendere agli uomini) per cene, mimose, regali e quant'altro alla ricerca sul cancro.


Istituti di ricerca ce ne sono tanti, e di fondi ne hanno bisogno tutti. Cerchiamoli, informiamoci sui progetti, e doniamo. Basta un click.


Oppure regaliamoci, o facciamoci regalare, una visita per la diagnosi precoce nei centri specializzati. E' incredibile come così tante donne, di tutte le età, oggi abbiano paura di farsi visitare dai medici o come non ci vadano perchè non lo ritengono importante.


Oppure pensiamo a come cambiare il nostro stile di vita, a partire dall'alimentazione, per provare a prevenire il cancro - e non solo al seno -.


Oppure facciamo tutte e tre le cose. Anche e soprattutto in giorni diversi dall'8 Marzo.


C'è in gioco la nostra vita, quella delle nostre figlie, delle nostre madri, delle nostre nonne, delle nostre amiche, e di quella della madri, delle figlie, delle amiche e delle nonne di tutte le Donne del mondo. Oggi più che mai bisogna farsi sentire e pretendere risposte.


E possiamo iniziare fin da subito.


(nella foto: un caso che ha fatto molto scalpore la scorsa settimana. E un'immagine censurata da Facebook che ha fatto il giro del mondo. Il tatuaggio che vedete è stato realizzato su una donna che ha subìto una doppia mastectomia)


* ho usato di proposito la D maiuscola. Volevo sottolineare in qualche modo che stiamo parlando di persone, non di generici numeri.

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO