Festa della Donna 2013, altro che mimose: in crescita la violenza in ambito familiare

L'8 marzo ricordiamoci anche di tutte le donne vittime di violenze domestiche - purtroppo in aumento -.

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Mariti o conviventi: davanti alle botte non cambia l'avere un anello al dito. I dati presentati da Telefono Rosa sulla violenza sulle donne presentati oggi infatti segnalano un preoccupante aumento del fenomeno: la violenza nel 48% dei casi è messa in atto dal coniuge, nel 12% dal convivente e nel 23% dei casi c'è un ex a rendere la vita un vero e proprio incubo.

La violenza fisica, come leggiamo su LaStampa, è aumentata dal 18% al 22%, senza contare la violenza psicologica, le minacce e la violenza economica. Proprio per quest'ultimo aspetto molte donne infatti non abbandonano il partner violento.


Ecco il profilo del carnefice:


si tratta di un uomo tra il 35 e i 54 anni (61%), impiegato (21%), istruito (il 46% ha la licenza media superiore e il 19% la laurea) e che non fa uso particolare di alcol o di droghe (63%)


La vittima, che sopporta per sua stessa ammissione "per debolezza", è invece


una donna di età compresa fra 35 e 54 anni, con la licenza media superiore (53%) o la laurea (22%); impiegata (20%) o disoccupata (19%) o casalinga (16%), con figli (82%)


La maggior parte delle violenze continuano ad avvenire in casa, per l'84% all'interno di una relazione sentimentale, in una famiglia all'apparenza 'normale'.


Questo perchè nel 55% dei casi tutto avviene in casa, magari davanti ai figli (82% dei casi) e amici, parenti e colleghi di lavoro restano all'oscuro.


Nei casi peggiori le violenze non finiscono quando una relazione viene chiusa. Il partner può assumere infatti un atteggiamento persecutorio.


Cosa che può avere risvolti tragici: sono state 124 donne le donne vittime di femminicidio nel 2012. Non c'è amore, o gelosia che tenga: si tratta di assassini brutali.

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