Hugo Chavez, morto un dittatore se ne fa un altro... forse

Il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, operato nei mesi scorsi di cancro, è morto a Caracas alle 16.25 ora locale. Lo ha annunciato in televisione il vice presidente e suo 'delfino' designato, Nicolas Maduro

HugoChavezElUniversal.jpg Hugo Chavez se ne va, con il suo carico di polemiche, soprattutto per noi 'occidentali' che vediamo il suo mondo dalla nostra vecchia ma democratica Europa, certamente marcando un segno importante nella storia del suo Paese. I sospetti lanciati dal 'delfino' Nicolas Maduro sugli Stati Uniti per un eventuale complotto sembrano davvero frutto di propaganda credibile solo ai sudditi del leader bolivariano. Certo è che, pochi secondi dopo l'ultimo respiro di Chavez, pronto è arrivato l'invito di Barack Obama: "Gli Stati Uniti confermano il loro appoggio al popolo venezuelano. Si apre un nuovo capitolo della sua storia". Nauseante.

Il decesso del presidente, che aveva 58 anni, è avvenuto nel pomeriggio, alle 16.25 ora locale, ha precisato Maduro. "Per la nostra patria questa è un momento di profondo dolore", ha aggiunto, interrotto dai singhiozzi e parlando di "una tragedia storica", ma anche aggiungendo che "chi muore per la vita non può essere considerato morto". Quindi, giusto per far capire che in Venezuela regna una piena 'democrazia', l'avvertimento agli oppositori, affidato al ministro della Difesa, Diego Molero: "Le forze armare bolivariane sono dispiegate in tutto il Paese" per garantire l'ordine, assicurando "il rispetto delle Costituzione".
















Insomma, non vedremo più il generalissimo, o come diavolo si facesse chiamare, nei suoi ridicoli balletti o prove di agonismo 'machista', pronte a testimoniare la sua ritrovata salute comunista. Chavez, o meglio, la sua propaganda, era molto attivo anche sul web: il suo profilo Twitter era stato pubblicato il 18 febbraio su @chavezcandanga: "Continuo a restare aggrappato a Cristo e fidandomi del miei dottori e delle infermiere. Fino alla vittoria, sempre! Vivremo e vinceremo!". Il profilo del presidentissimo conta quattro milioni di 'follower', facendo di Chavez 'il leader più seguito dell'America Latina e del mondo, in proporzione alla popolazione nazionale', come ha sempre sottolineato la propaganda governativa, per non dover dire che fosse secondo dietro a Obama. Il quale prende e ringrazia: meno fatica ora per poter riprendersi quello che questo dittatore, ispirato dal comunismo sì, ma anche capace di opporsi alle multinazionali, gli aveva tolto.

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