Cinghiali radioattivi: Valsesia, contaminati da Cernobyl 1986

Trovate tracce di cesio 137 dieci volte superiore alla quantità che dovrebbe esserci in caso di incidente nucleare.

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Cinghiali contaminati da cesio 137, cinghiali radioattivi in poche parole. E' allarme in Valsesia, nel Vercellese, dopo le tracce di Cs137 trovate negli animali. Oggi, a Torino, è in corso una videoconferenza all'Istituto Zooprofilattico, l'Arpa: "I cacciatori erano già stati avvertiti di non mangiare la carne".


Le tracce di contaminazione sono state riscontrate sulla lingua e nel diaframma degli animali, in misura dieci volte superiore a quella prevista in caso di incidente nucleare. Al summit di Torino sono presenti anche membri della prefettura e dei carabinieri del Nucleo anti-sofisticazione. Il ministero è collegato da Roma in videoconferenza.

La direttrice dell'Istituto Zooprofilattico, Maria Caramelli, ha spiegato: "Dobbiamo stabilire un piano di emergenza. La caccia, adesso, è chiusa ma è necessario capire al più presto come agire e quali controlli fare". Questa mattina, intanto, è partito un laboratorio mobile della sezione inquinamento da sostanze radioattive del Noe; saranno sentiti anche i cacciatori per tracciare una mappa del percorso che hanno seguito i cinghiali. 


Aldo Grasselli, segretario nazionale del Sindacato italiano veterinari medicina pubblica, ha aggiunto: "I cinghiali sono animali - sentinella delle condizioni di inquinamento dei territori. Non siamo in grado di dire con certezza se questa contaminazione dipende dall'incidente del 1986 a Cernobyl, ma occorre fare esami approfonditi in ogni caso. Ora vanno analizzati gli esemplari, la loro età e morfologia, bisogna capirne la dieta e se, ad esempio, sono migrati da altre zone".


L'Arpa Piemonte pare invece essere certa che la contaminazione derivi da Cernobyl 1986 e non dalla vicinanza degli ex siti nucleari di Trino e Saluggia. "Nell'ambito delle reti di monitoraggio radiologico regionale risulta che il Cs137 è un isotopo radioattivo ancora presente in ambiente a seguito del rilascio durante l'evento di Chernobyl e che tale isotopo, pur essendo presente in tracce, può concentrarsi in alcune specie vegetali e animali, quali funghi e selvaggina".


Foto | © Getty Images

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