Parlamento europeo, la risoluzione sugli stereotipi di genere: fraintendimento sui film a luci rosse

Kartika Tamara Liotard ha fatto chiarezza sulla sua mozione contro gli stereotipi di genere.

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Nei giorni scorsi era esploso un vero e proprio caso in tutta Europa su di un presunto 'divieto di pornografia dei media' che il Parlamento avrebbe inserito nella risoluzione per l'eliminazione degli stereotipi di genere.

Dopo l'annuncio, avvenuto la scorsa settimana, della risoluzione, si è scatenata una vera e propria ondata di mail di protesta. Che ha costretto il Parlamento Europeo a mettere dei filtri nelle caselle di posta.


La carta sotto accusa si intitola "Eliminare gli stereotipi di genere nella Ue" e invita la Ue e i 27 Stati membri a "intraprendere azioni concrete relative alla risoluzione del 16 settembre 1997 in tema di discriminazione delle donne nella pubblicità che chiede il divieto di tutte le forme di pornografia nei mezzi d'informazione e della pubblicità del turismo sessuale".


Come spiega il Corriere  l'Ue ha cancellato la frase che va da "divieto" a "turismo sessuale".


L'autrice della mozione, Kartika Tamara Liotard, ha spiegato:


"C'è stato un problema di comunicazione dovuto al fatto che è stata utilizzata la parola media, l'intenzione iniziale era rivolta a chi realizza pubblicità, non ai mezzi di informazione"


Quindi l'olandese mirava solo a eliminare determinati contesti dalle pubblicità (quelli sì che sono fuori luogo).


I film a luci rosse quindi non sono in pericolo, si può dire, e la libertà di espressione sul web è salva.

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