Caso Marò: l'ambasciatore italiano non potrà lasciare l'India

Daniele Mancini non potrà lasciare il Paese asiatico senza l'autorizzazione della Corte Suprema.

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Sarà un lungo braccio di ferro quello tra Italia e India, sulla questione dei due marò accusati di duplice omicidio che per decisione della Farnesina non faranno ritorno nel Paese alla scadenza della loro licenza.

Il ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid, come riporta il Corriere, ha dichiarato che una decisione sugli sviluppi della vicenda "sarà presa dalla Corte Suprema in collaborazione con il governo centrale" e il governo "sta seguendo la situazione in collaborazione con la Procura generale della Repubblica".


Gli impegni presi - ha poi aggiunto un portavoce - vanno rispettati. Quindi il succo è: i due italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone dovranno tornare in India.


Intanto, come ha spiegato l'avvocato Dilijeet Titus, responsabile dello studio legale che assiste i marò, la Corte Suprema indiana ha inviato una comunicazione all'ambasciatore italiano in India Daniele Mancini chiedendogli di "non lasciare il Paese": non potrà farlo senza l'autorizzazione della Corte Suprema stessa prima dell'udienza fissata per il 19 marzo, in cui si esaminerà la vicenda.


La Corte Suprema avrebbe chiesto all'ambasciatore italiano di fornire una spiegazione al tribunale entro il 18 marzo.


Ma le relazioni diplomatiche sono ancora molto tese, tanto che l'India ha sospeso le procedure di insediamento del nuovo ambasciatore a Roma, Basant Kumar Gupta, che sarebbe dovuto partire venerdì.


Foto | Getty Images

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