Cure interrotte per la piccola Sofia: gli Spedali Riuniti, "Mancano le decisioni delle autorità"

Alla bambina potrà essere somministrata solo la seconda infusione di cellule staminali.

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Un nuovo stop alle cure per la piccola Sofia, la bambina di 3 anni e mezzo che soffre di leucodistrofia metacromatica (una malattia degenerativa che paralizza e rende ciechi).

Dopo la seconda somministrazione di cellule staminali, come previsto dalla terapia, non ce ne saranno di ulteriori.


La mamma ha fatto sapere sul Corriere:


"La direzione degli Spedali fa sapere che la bimba ha diritto a una sola infusione presso questa struttura. Non è previsto il completamento della terapia come speravamo, a meno di un imposizione da parte delle autorità giuridiche o sanitarie nei confronti degli Spedali"


Il direttore generale dell'ospedale di Brescia Ermanna Derelli, ha infatti spiegato:


"Resta fermo che tale impegno dell'azienda è limitato al caso di Sofia e limitatamente alla seconda infusione. Si precisa che detta scelta non potrà riguardare altri casi o le successive infusioni per Sofia, in mancanza di precise e formali decisioni delle Autorità sanitarie e/o giudiziarie, che autorizzino o impongano la somministrazione della terapia con cellule non prodotte in cell factories autorizzate"


Siccome la malattia non aspetta., Luca Zaia, presidente del Veneto, ha offerto le cure necessarie a Sofia nella sua regione:


"Siamo quindi pronti a erogare cure a Celeste, a Sofia e a quanti altri piccoli possano averne bisogno purché ci si diano le necessarie autorizzazioni. Come presidente della Regione mi sento responsabile delle condizioni di vita di ogni cittadino veneto e in questa veste dico che è nostro dovere tentare ogni terapia possibile per curare o lenire le sofferenze di queste piccole pazienti, a condizione che sia accertata la non nocività di questa terapia"


L' Aifa (Agenzia italiana del farmaco), dopo un'ispezione effettuata insieme ai Nas agli Spedali Civili di Brescia, infatti si era pronunciata negativamente sul metodo Stamina, che "non sarebbe conforme alla legge".


Ne parla in maniera approfondita Giornalettismo: il metodo Stamina divide infatti da tempo la comunità scientifica, soprattutto sulla sua reale efficacia.


Inoltre c'è un'indagine - predisposta dal pm di Torino Raffaele Guariniello (lo stesso che ha disposto l'ispezione di cui vi dicevamo prima) - per truffa che pesa sul fondatore della Stamina Foundation Davide Vannoni e Marino Andolina, uno dei responsabili del progetto.


L'inchiesta è ancora in corso: Guariniello, dopo aver chiuso le indagini preliminari, ha chiesto il rinvio a giudizio per 12 indagati, tra cui Vannoni.


Andolina, intervistato da Giornalettismo, ha detto:


"Vorrei vedere quali accuse ci verranno mosse. La truffa è improbabile: vorrebbe dire che abbiamo creato un prodotto inefficiente. Difficile da dimostrare dopo quello che hanno testimoniato anche le immagini delle Iene e dopo i certificati medici di tre ospedali pubblici italiani"


Dopo lo stop infatti molti familiari dei pazienti che avevano intrapreso la terapia hanno presentato ricorso, e in 22 casi su 26 il ricorso è stato accolto e la terapia è proseguita. Tranne che per la piccola Sofia, 'bloccata' da un giudice di Firenze.


Il caso Stamina resta quindi ancora aperto.

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