Autobomba a Mogadiscio: esplode vicino a palazzo presidenziale, morti

Secondo il governo, gli autori sarebbero terroristi legati ad al Qaeda che vogliono rovesciare l'esecutivo.

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Almeno dieci morti nell'attentato di questa mattina a Mogadiscio, capitale della Somalia, non lontano dal palazzo presidenziale, a poca distanza dal Teatro nazionale. L'esplosione di un'autobomba avrebbe investito un minibus che stava transitando in quel momento.


Le autorità somale hanno immediatamente accusato i combattenti di al Shabaab del gesto. Il capo della polizia locale, Mohamed Duale, ha così commentato ciò che gli si è presentato davanti agli occhi subito dopo la deflagrazione: "Un disastro. Fumo e cadaveri gettati dappertutto".

Appena domenica scorsa, i miliziani somali del gruppo al Shabaab, legato ad al Qaeda, si erano ripresi la città di Hudur, nel Sud del Paese, capitale della regione di Bakool. Il loro obiettivo è rovesciare il governo, insediatosi alla fine dell'anno scorso. A inizio marzo, il Consiglio di sicurezza dell'Onu aveva prorogato di un anno il mandato della missione dell'Unione africana in Somalia. Autorizzandola a utilizzare "tutti i mezzi necessari" per compiere il proprio operato.


L'esplosione ha mandato in frantumi anche i vetri di numerosi negozi. Oltre ai dieci morti, ci sarebbero anche sette feriti secondo quanto riferisce la Reuters. 


Foto | © Getty Images

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