Metodo Stamina: il caso finisce sulla rivista Nature, "Scienziati inorriditi"

Anche l'associazione Famiglie Sma (atrofia muscolare spinale) è contraria al metodo Stamina.

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Il dibattito sul metodo Stamina è arrivato anche sulla rivista Nature, che proprio oggi ha pubblicato un articolo a riguardo.

Si parte dalla manifestazione pro-staminali che si è svolta sabato scorso a Roma, e che ha raccolto tra gli altri i supporter dell'ideatore della 'terapia' Davide Vannoni, i malati e i familiari di coloro che sono stati colpiti da gravi malattie degenerative (oltre alla pornostar Giglian, che si è spogliata per la causa...vabbè).


La rivista scientifica, e la corrispondente Alison Abbott autrice del pezzo, riferisce di scienziati "inorriditi" di fronte al decreto del ministro della Salute Renato Balduzzi, che ha dato il via libera alla 'terapia' per chi l'ha già iniziata. Inoltre sono stati riportati i risultati della sperimentazione con le staminali portata avanti all'ospedale Burlo Garafalo di Trieste che ha avuto esito negativo.


Sul metodo Stamina il fronte continua a essere spaccato.


Vi riferivamo già della posizione dell'associazione Luca Coscioni (qui il comunicato pubblicato ieri dal Corriere), ma anche l'associazione Famiglie Sma (atrofia muscolare spinale) non ha aderito alla mobilitazione. La presidente Daniela Lauro ha infatti spiegato - fonte Superabile -:


"Abbiamo grande rispetto per le famiglie, comprendiamo la loro disperazione, che è la nostra stessa disperazione. Io ho perso un figlio per la Sma e nessuno meglio di me può capire cosa significhi non avere più speranze. Ma questa non è una cura, che presuppone una guarigione e attualmente non abbiamo dati neanche per definirla terapia di supporto. I media, con la comunicazione che stanno facendo in questi giorni, generano false speranze in genitori che già vivono il dramma della patologia e ora subiscono anche le pressioni del mondo circostante. Parenti, amici, conoscenti insistono: 'Ma come? A Brescia c'è la cura, perché non vai lì?'. Noi abbiamo detto alle nostre famiglie che l'associazione non pone certo il veto sulle scelte, ma al momento attuale non ci sono dati scientifici per garantire la certezza della terapia, quindi non è bene lasciare le metodologie tradizionali che finora hanno permesso ai bambini di vivere, a favore di un punto interrogativo"


Inoltre Lauro chiede ai giornalisti di usare cautela:


"Definire questa una cura è pericoloso. Questi bambini di cui tanto si parla non stanno bene perché hanno le staminali ma perché hanno intorno tutto un contesto di supporto, del quale invece non si parla affatto"

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