Diritti gay discussi a Parigi, il resto del mondo se ne frega

I diritti di gay, lesbiche e trans sono stati discussi a Parigi da 56 rappresentanti degli Stati europei. Ma il mondo globalizzato, specie quello islamico, farà molta fatica a comprendere le necessità di chi vive una propria sessualità diversa

NajatVallaudBelkacem39459.jpg Andiamo troppo veloci per questo mondo. In ogni senso. Le compagnie aeree, quelle di viaggio e le onde televisive ci mettono in contatto con realtà che non conosciamo e che non ci appartengono. Così mi fanno sorridere i ministri europei che si sono riuniti a Parigi per il pur lodevole tentativo di compiere un 'importante passo avanti' verso la depenalizzazione mondiale dell'omosessualità.

L'appello è stato lanciato dal ministro (le agenzie continuano a battere il termine 'ministra'... resto senza parole) francese per le Pari opportunità, Najat Vallaud-Belkacem (nella foto), in occasione di una grande conferenza organizzata dal governo francese e dalla Commissione europea, interamente consacrata ai diritti di gay, lesbiche, bisessuali e trans (LGBT). Per l'Italia, ha partecipato all'incontro il ministro per le pari opportunità Elsa Fornero, che ha compartecipato alla proposta di quella che viene definita "una strategia europea contro le disciminazioni omofobe".


Di fronte a questi incontri meravigliosi mi sembra di rivedere alcune immagini di uno storico film con Sean Connery, "Zardoz", in cui un'umanità ormai imbestialita e senza cultura viveva ai margini di un mondo dorato appannaggio di pochi. Più o meno rappresentati da questi esponenti di 56 stati europei (ma siamo così tanti in Europa?), che dall'alto delle loro piccole Bruxelles, L'Aja, Stoccolma e Copenhagen non riescono a percepire, o forse non possono percepire, il drammatico momento in cui sta precipitando il nostro pianeta, vittima di guerre e follie in ogni dove, spesso determinate dalla religione. La stessa presa di posizione di Magdi Allam, che da sempre ci mette in guardia nei confronti dell'islamismo, non va presa sottogamba. Facciamo entrare una Turchia in Europa senza renderci conto di aprire a questo modo le porte a un'ideologia ottusa, fascista e imbevuta di estremismo, ci inchiniamo ai Paesi del petrolio consapevoli che nei loro confini si compiono eccidi in nome di una presunta legge, la loro legge. Quello che i ministri delle Pari opportunità tentano di creare, quelli degli Esteri quasi sempre smontano, nel nome di una più alta 'pace mondiale'. Ce la vedete voi la Fornero cercare di dialogare con un capo talebano? Li fissate voi i secondi prima del suo crollo in lacrime? E quanti prima del suo squartamento? Purtroppo la verità è che un mondo globalizzato è possibile solo per i potenti, per chi viaggia all'estero con la scorta, sia esso omosessuale dichiarato o meno. Gli altri forse è meglio che le proprie vacanze tornino a farle a Pinarella.

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