Il ministro della Salute Balduzzi risponde a Nature: "Nessun riconoscimento al 'metodo' Stamina"

"Nessun riconoscimento ufficiale": così Balduzzi ha risposto all'articolo apparso ieri sulla rivista.

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Dopo le accuse di Nature, il ministro della Salute Renato Balduzzi ha risposto con una nota alla rivista. Con il decreto della scorsa settimana infatti non sarebbe stato conferito nessun riconoscimento ufficiale al cosiddetto metodo Stamina.

Inoltre, (fonte Corriere):


"Il decreto legge della scorsa settimana conferma e rafforza il quadro delle norme esistenti in materia di terapie cellulari con preparazione su base non ripetitiva e prevede che venga emanato un regolamento per l'uso di esse su singoli pazienti, naturalmente su richiesta di un singolo medico, dopo autorizzazione del comitato etico, nel rispetto della qualità farmaceutica. Nello stesso provvedimento in corso di pubblicazione sono previste particolari disposizioni per le malattie rare ed il monitoraggio degli effetti della terapia cellulare"


La decisione del governo "di autorizzare la prosecuzione ed il completamente delle terapie 'ordinate' dai magistrati", ha spiegato il ministro, "si è resa necessaria solo per ovviare ad una discriminazione, frutto di autonomi pronunciamenti dei giudici, tra i pazienti che avevano già iniziato il trattamento con metodo Stamina. Il decreto prevede il monitoraggio dell'efficacia da parte dell'Istituto superiore di sanità, del Centro nazionale trapianti e dell'Aifa attraverso l'acquisizione di tutti i dati clinici dei pazienti".


Ma le infusioni, ricorda il quotidiano, non vengono prodotte secondo gli standard di sicurezza di legge.


Siamo d'accordo con la comunità scientifica che da giorni chiede il rispetto rigoroso dell'iter di sperimentazione. C'è da dire che - come riferisce sempre il
Corriere - il mondo della scienza internazionale sta ancora studiando come gestire le staminali in quanto "in sperimentazioni effettuate in passato non sempre si è avuto il risultato atteso o addirittura si sono sviluppati tumori (sviluppo cellulare incontrollabile) laddove sono state infuse. Non è ancora chiaro come attivarle verso la 'specializzazione' che serve e come 'fermarle' una volta attivate. La strada è ancora lunga".


Una sperimentazione con le infusioni Stamina è già stata tentata a Trieste, all'ospedale Burlo Garofolo, ma ha avuto esito negativo. Vannoni ha dichiarato "che non è stato seguito il suo sistema".


Ma a questo punto, come chiede anche il giornalista del quotidiano: dato che la 'paternità' di questo 'metodo' (anche se non dovrebbe essere definito tale) è nota, e quindi non esiste il potenziale rischio di 'furto' del brevetto, perchè Vannoni non lo rende "noto e replicabile" dalla comunità scientifica, così che se ne possa verificare l'efficacia secondo gli iter della medicina?


Foto | Getty Images

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