Marò, la proposta di Casapound: 'dichiarare guerra' all'India, convocata una manifestazione

"Nessuno può rapire dei soldati italiani in acque internazionali". Peccato che i due marò non fossero in acque internazionali.

Schermata-03-2456380-alle-10.14.091.png


Si era già parlato tempo fa della strumentalizzazione del caso Marò da parte di alcune fazioni politiche. Adesso però siamo ai limiti dell'assurdo.

Casapound Italia infatti, come si può leggere nel manifesto pubblicato qui sopra, vuole sostanzialmente preparare un "intervento militare" in India (guerra quindi?) "a seguito di una qualsiasi condanna dei nostri soldati".


Nell'ordine si richiedono: "le dimissioni di Mario Monti da senatore a vita, la chiusura dell'ambasciata italiana in India e la chiusura dell'ambasciata indiana in Italia, il divieto per l'ambasciatore indiano di lasciare l'Italia fino al ritorno dei nostri soldati, il ritiro immediato delle nostre truppe da tutti gli scenari internazionali come ritorsione per la mancata tutela degli interessi italiani da parte di ONU, NATO e Unione Europea".


Il prossimo 2 aprile dalle 10 alle 14 si terrà un presidio in piazza Montecitorio.


Ma ci sono un paio di punti da ribadire, prima di partire alla conquista dell'East, con l'aiuto di China-Files.


Primo aspetto: la Nato - o qualsiasi altra organizzazione internazionale - c'entrano relativamente con il caso marò


Massimiliano Latorre e Salvatore Girone erano 'assunti' dalla Enrica Lexie. Non erano in India per salvaguardare gli interessi del nostro Paese, ma per effettuare servizio di sicurezza (antipirateria) su un mercantile. Sono praticamente equiparati ai "contractors" privati (anche se la Corte indiana non si è ancora espressa in merito).


Al momento ci sono altri 58 militari italiani imbarcati su navi cargo, secondo quanto previsto dalla legge 130 del 2 agosto 2011. Come leggiamo su questo articolo de L'Unità i Nuclei operativi di protezione (Nmp) sono composti da membri del Reggimento San Marco (l'unità di fanteria in forza alla Marina militare italiana) e gli armatori delle navi pagano circa 500 euro al giorno per ciascun soldato, 3mila euro per ogni nucleo, per un periodo di impiego di 10-15 giorni.


Secondo aspetto: i militari NON erano in acque internazionali


Come riferisce il giornalista Matteo Miavaldi, l'Enrica Lexie, intorno alle 16.30, si trovava a 20.5 miglia dalla costa indiana. Non sono nè acque internazionali né territoriali. Si tratta della zona contigua, il tratto di mare adiacente al mare territoriale "in cui lo stato può estendere la propria giurisdizione nelle materie di immigrazione, fiscali e doganali ed altre finalità legali a diritti fondamentali".


L'India ha firmato e accettato la United Nations Convention on the Law of the Sea, ma l'ha fatto con due riserve. Non ha aderito a due punti della Convenzione:


a) articoli 287 e 298: "l'India difende il diritto di decidere, caso per caso, come procedere qualora si verificassero reati commessi entro 200 miglia dalla costa. In virtù di questa riserva, infatti, il codice di procedura criminale indiano con la section 188a estende la completa giurisdizione dello stato fino alle 200 miglia nautiche". Quindi l'India avrebbe le basi per ottenere la giurisdizione del caso.

b) l'India "interpreta che le disposizioni della Convenzione non autorizzano altri Stati a procedere, entro la zona economica esclusiva [...] a manovre o esercizi militari, in particolare quelle che coinvolgano uso di armi da fuoco o esplosivi, senza il consenso dello Stato costiero". Quindi senza un permesso esplicito di Delhi si può ritenere illegale che due militari sparino entro 200 miglia dalla costa indiana.


La famosa Corte speciale dovrà decidere sulla giurisdizione e se riconoscere l'immunità di Latorre e Girone:


- se la Corte li considererà come militari in servizio, il processo sarà spostato in Italia


- se la Corte li considererà come "contractors", saranno processati in India (e condannati)

Quindi la difesa dei due marò - come suggerito dalla Corte suprema - dovrà provare, di fronte alla Corte speciale, a contestare la giurisdizione indiana basandosi sull'articolo 100 della Unclos (che tratta della lotta antipirateria mondiale).


Infine, troppo spesso ci si dimentica di un punto, che surclassa gli altri due. Sono stati uccisi due pescatori.


Forse quelle due vite sono meno importanti perchè sono indiane?

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO