Marocco indegno: schiava bambina bruciata viva

Drammatica fine per Fatima, piccola schiava bambina di 14 anni, punita con le fiamme dai suoi 'padroni' marocchini e morta fra atroci sofferenze per chissà quale errore nell'eseguire l'ordine della 'signora di casa'

slavery234599.jpg La notizia arriva dal Marocco e, malgrado il nome, ovvero Fatima, non ha proprio nulla di segreto. Anzi, il suo orrore è talmente chiaro da destare notizia e, almeno ci si augura, scuotere le coscienze del mondo. Fatima, baby-domestica di 14 anni, è morta per le ustioni subite dopo che i suoi 'padroni', per punirla, hanno deciso di darle fuoco.

All'ospedale di Agadir la piccola Fatima è arrivata già morente, bruciata in gran parte del corpo. Poche ore dopo il suo corpo aveva perso tutto il suo calore, ricomposto nel freddo della morte. Ma le baby-domestiche in Marocco, sono ormai la quotidianità, circa 60mila, perché la tradizione vuole che siano mandate 'a padrone' a un'età lontana dai nostri canoni occidentali, ma perfetta per quella della loro consuetudine. Ancora più bizzarro, nel caso della morte di Fatima, il fatto che la famiglia che ne deteneva la 'proprietà' fosse costituita da una insegnante ed un poliziotto, due 'tutori della cultura e dell'ordine' che si sono poi rivelati i suoi carnefici.


Tutto anche se, per il Codice marocchino, il lavoro per i minori sia vietato fino all'età di 15 anni e chi assuma una ragazzina sia passibile fino a tre mesi di reclusione. La pena però viene applicata raramente. Le bambine arrivano dalla campagna, lavorano 12 ore al giorno e sette giorni su sette, con paghe mensili di poco superiore ai dieci dollari. Per le loro famiglie un bel gruzzolo, sufficiente a giustificare la perdita della loro infanzia e, come in questo caso, della loro vita.

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