Falkland e basta, Malvinas addio

La gente, che è quello che più conta, si è espressa. le isole Falkland restano britanniche, meglio la regina Elisabetta dell'impettita presidente argentina Cristina, che continua a strillare sulla validità di un voto schiacciante

IsoleFalkland.jpg Chi di voi si ricorda delle Falkland? Fu una delle ultime guerre da 'antico impero' combattute nel mondo, protagoniste la Gran Bretagna e l'Argentina. Una guerra nella quale, non senza un pizzico di demagogia populista, i 'buoni' vennero identificati negli argentini e i 'cattivi' nei britannici, forse perché proprio espressione di un impero. Peccato che, probabilmente, era tutto il contrario, malgrado Diego Armando Maradona ne avesse fatto un caso nazionalpopolare con la sua 'mano de dios' quando, al Mondiale del 1986, realizzò un gol all'Inghilterra da molti ritenuto una sorta di 'vendetta' politica.

Le isole Falkland, o Malvinas, come le chiamano gli argentini, sono tornate protagoniste, visto che in questi giorni sono andate a votare per mantenere il controllo britannico sul loro territorio. E, come prevedibile, la schiacciante maggioranza di chi votato (il 92% della popolazione, composta da 1.672 persone) ha detto 'sì', che ha avuto il il 99,8% dei suffragi, un messaggi forte all'Argentina, che continua a rivendicare quei territori come propri, per una questione squisitamente geografica. E' stato, insomma, un vero e proprio plebiscito, con appena tre votanti 'contro' Sua Maestà. Non sarà facile per loro nascondersi sull'isola. A me rimangono impresse le immagini di quei giorni di guerra, d quella sorta di patriottismo nazionalistico, la gente si schierava ora con questo ora con quel sistema di potere, con la monarchia della regina o con il regime sudamericano. Secondo il Foreign Office, la legittimità delle pretese inglesi fondano le proprie basi dal fatto che nel 1833, anno dei primi stanziamenti dei coloni, non esisteva alcun civile sull'isola, ma solo un contingente militare argentino sbarcato appena tre mesi prima. Vennero esaltate le imprese delle truppe scelte inglesi, use e aduse a ogni difficoltà posta dal territorio, praticamente dei veri 'mastini della guerra'.


La bella e contestata presidentessa sudamericana Cristina Fernandez de Kirchner intanto continua a insistere sull'apertura di un negoziato bilaterale con Londra per risolvere un contenzioso che nel 2010 è salito di nuovo in primo piano dopo l'inizio di alcune prospezioni petrolifere nelle acque dell'arcipelago. Le azioni di guerra di quel tempo, conclusosi con la resa formale delle forze argentine il 14 giugno 1982, costarono la vita a 649 militari argentini e 255 britannici. A me rimangono però in mente le immagini dei due giocatori argentini del Tottenham Hotspur, Osvaldo Ardiles e Ricardo Villa.


Per un po' vennero pesantemente fischiati dal pubblico londinese: il primo se ne andò in Francia allo scoppio della guerra, mentre il secondo rimase a giocare anche nel periodo della guerra grazie al passaporto italiano (agli argentini venne sospeso il permesso di lavoro in Gran Bretagna), entrando poi a far parte della storia del club.

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