Attentato sulla Maratona di Boston: le indagini proseguono, l'Fbi mostra i frammenti dell'ordigno

Due le principali piste: il fondamentalismo e l'estrema destra. Uno degli ordigni realizzato con una pentola a pressione.

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Continuano le indagini sulle due bombe che, esplose durante la Maratona di Boston lungo la linea del traguardo lunedì, hanno provocato tre morti tra cui un bambino di 8 anni.

Riporta il Corriere che i due ordigni sono stati fatti con polvere nera e, a 'mo di proiettili, chiodi e biglie. Uno dei due è stato costruito con una pentola a pressione, che poi è stata nascosta in una sacca nera. Non si conoscono le modalità di attivazione: si pensa ad un radiocomando, un timer o un telefonino.

Ci sarebbe inoltre una foto inviata da uno spettatore che era dall'altra parte della strada rispetto al luogo della seconda esplosione, che forse inquadra la seconda bomba: si nota una sacca apparentemente abbandonata e messa accanto ad una cassetta postale.


Come facilmente prevedibile tutte le piste sono ancora aperte: occhi puntati sulla pista qaedista, anche se dopo la notizia poi smentita di un saudita ricoverato in ospedale dopo le esplosioni, si può pensare ad un certo tipo di allarmismo 'condizionato'.


C'è infatti una seconda pista, quella degli estremisti di destra o neonazi, che negli ultimi tempi avrebbero ripreso forza. La cosiddetta pista 'interna'.


Si è ricordato, per alcune analogie con i fatti di Boston, l'attentato di Oklahoma City del 19 aprile 1995, il più sanguinoso attentato terroristico avvenuto negli Stati Uniti pre-11 Settembre, e commesso da un americano: Timothy McVeigh, veterano della guerra del Golfo, che fu riconosciuto colpevole, condannato a morte e giustiziato l'11 giugno 2001 tramite iniezione letale.


C'è poi una terza ipotesi: quella del 'lupo solitario', non appartenente a gruppi precisi ma ispirato da determinate ideologie.

Di sicuro invece l'attentato di Boston non è stato ispirato da un episodio dei Griffin/Family Guy andato in onda negli States: si tratta infatti di una bufala che gira per la rete, come spiega bene Mr. Odo su TvBlog.

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