Sciopero voli Israele: protesta contro i "Cieli aperti" Ue

Secondo la stampa locale, la El Al rischierebbe addirittura la chiusura. Picchettaggio davanti alla sede del governo a Gerusalemme.

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Sciopero a oltranza dei sindacati israeliani El Al, Arkia e Israir da questa mattina per protestare contro l'intenzione del governo di approvare l'accordo con l'Unione Europea, chiamato "Cieli aperti", che liberalizza i voli tra Europa e Israele. L'agitazione inizia proprio nel giorno in cui il governo deve decidere se dire di sì all'accordo.


Secondo la stampa locale, lo sciopero potrebbe avere gravi ripercussioni per le compagnie aree israeliane: la El Al rischierebbe addirittura la chiusura. Centinaia di dipendenti delle tre compagnie di volo israeliane hanno fatto un picchettaggio davanti alla sede del governo a Gerusalemme. 

Secondo l'accordo "Cieli Aperti", in Israele nei prossimi cinque anni verrebbe progressivamente liberalizzato il mercato dei voli. Aumenterebbero le destinazioni, quindi, ma per i sindacati locali ci sarebbero perdite per le compagnie del Paese, anche perché i prezzi dei biglietti verrebbero notevolmente ridotti. Al momento, non ci sono piani da parte del governo per porre fine all'agitazione. 


"Cieli Aperti" porterebbe poi all'eliminazione degli accordi bilaterali che Israele aveva assunto con i Paesi membri dell'Unione Europea. Un accordo che mirava a favorire il settore turistico. Ora invece, entro cinque anni, le compagnie israeliane dovranno abituarsi alla concorrenza straniera e Israele dovrà rispettare gli standard europei di sicurezza, sull'ambiente, per la tutela dei consumatori e per il controllo del traffico aereo. 

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