"Boston Massacre": Nike ritira t-shirt dal mercato

La multinazionale chiede scusa ai milioni di americani che avevano protestato. La scritta si riferiva alle vittorie degli Yankees contro i Red Sox nel baseball.

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"Boston Massacre". Diceva questo la scritta sulle magliette firmate Nike. Niente a che vedere con gli attentati alla maratona di Boston: lo slogan si riferiva alle sconfitte inflitte ai Boston Red Sox dai New York Yankees alla fine del 1978 e nel 2006. Parliamo di baseball, naturalmente.


Dopo quello che è capitato in Massachusetts, però, la multinazionale ha deciso di ritirare dal mercato le t-shirt incriminate per non evocare le bombe che hanno fatto vittime e feriti durante la corsa statunitense. Una scelta che non può che essere condivisa. In America, poi, gli attentati - dall'11 settembre 2001 in poi - hanno sempre una fortissima eco emotiva. Non c'era motivo di tenere in commercio quelle magliette, originariamente create per i fan degli Yankees.

Non è la prima volta che la Nike anticipa eventi futuri e poi è costretta, suo malgrado, a ritirare dal mercato qualche prodotto. Per esempio, a febbraio di quest'anno, in uno spot Oscar Pistorius sosteneva di essere "una pallottola in canna". Considerato il "dopo", ossia l'accusa di omicidio a Pistorius per aver ucciso la sua compagna, Reeva Steenkamp, proprio a colpi di pistola, viene quasi da chiedere alla marca di abbigliamento sportivo di fare maggiore attenzione in futuro.


La Nike, intanto, ha chiesto scusa ai milioni di americani che avevano protestato perché la multinazionale si era dimenticata di ritirare subito dal mercato le t-shirt che avevano anche un richiamo alla storia degli Stati Uniti. Nel 1770, infatti, i soldati inglesi sferrarono un feroce attacco contro i civili di Boston. 

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