Ancora proteste in Turchia per Gezi Park: scontri in piazza ad Istanbul

Amnesty International ha fatto sapere che ci sarebbero almeno due morti negli scontri tra polizia e manifestanti

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3 giugno - 12.00
Il premier Erdogan ha lanciato un appello alla calma prima di partire per il Marocco e ha parlato di "collegamenti esteri" per le proteste, a suo dire "organizzate da estremisti". Erdogan ha anche invitato la polizia alla moderazione. Oggi è una giornata apparentemente calma, ma le strade intorno a suo ufficio sono state blindate. In molte zone sono state erette barricate.
Intanto durante le proteste ad Ankara un giovane è morto e gli scontri si sono ripetuti durante la notte in diverse città.


19.30
Il ministro dell'Interno ha fatto sapere che sono più di 1.700 i manifestanti fermati dalla polizia nel corso dei cortei: la maggior parte delle persone fermate sono già in libertà, ma ci sono circa 100 feriti. Negli ultimi quattro giorni inoltre ci sono stati 235 cortei di protesta, che hanno interessato decine di città turche.
Intanto il premier Erdogan ha dichiarato che i social network, e soprattutto Twitter, sono "una minaccia per la società". I manifestanti invece accusano la tv di minimizzare la rivolta. Questo invece il commento del ministro degli Esteri, pubblicato su Twitter: "Le proteste devono cessare; recano un danno alla nostra immagine".


16.45
Proteste ad Ankara: un migliaio di persone sono tornate in piazza per protestare, tra le altre cose, contro una recente ordinanza del sindaco che vieta alle coppie di baciarsi sui mezzi pubblici. Sono stati lanciati lacrimogeni per disperdere i manifestanti, e il corteo è stato fermato mentre marciava verso la sede del governo.


Continuano le proteste a Istanbul contro la distruzione del parco Gezi, sulla piazza Taksim: i manifestanti chiedono al premier Erdogan di fermare la costruzione di un centro commerciale, ma la polizia è intervenuta duramente per reprimere la rivolta, e sono stati utilizzati i lacrimogeni e spray al peperoncino.

Secondo Amnesty International ieri, 1 giugno, ci sarebbero stati "almeno due morti e almeno mille feriti" e nel comunicato si condanna "l'eccessivo uso della forza contro manifestanti pacifici".


Dall'altra parte il bilancio ufficiale del ministro degli interni parla di "79 feriti, 53 civili e 26 agenti".


Il premier sempre ieri ha chiesto scusa e ha ammesso un eccesso di violenza da parte della polizia, e ha anche annunciato l'apertura di un'inchiesta. Ma ha annunciato che i progetti urbanistici non saranno modificati: come riferisce il Corriere nel giro di pochi anni un terzo delle vecchie abitazioni della città saranno rase al suolo per fare spazio anche ad un aeroporto, ad una nuova moschea, e ad un nuovo canale che sdoppierà il Bosforo.


Nel momento in cui scriviamo - 2 giugno - i giornalisti presenti sul posto riferiscono che i manifestanti presidiano ancora piazza Taksim, ma il loro numero è sceso notevolmente. Alcuni dimostranti hanno eretto delle barricate.


Intanto sempre questa notte ad Ankara c'è stata la 'protesta della birra', sempre per contestare Erdogan: le bottiglie di birra sono il simbolo della resistenza contro il partito islamico Akp, che la settimana scorsa ha deliberato in merito al consumo di bevande alcoliche.


Foto | Getty Images

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