Esplosioni a Damasco: 14 morti e 30 feriti

Secondo la tv di Stato, sarebbero stati due attentatori suicidi a provocare la strage. Ma un'altra versione parla di due bombe esplose nella piazza dove c'è il ministero degli Interni.

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Due deflagrazioni, causate da due bombe, hanno scosso oggi il centro di Damasco, capitale della Siria. Secondo la tv di Stato al-Ikhbariya, i morti sarebbero 14 e i feriti 30. "Due attentatori suicidi sono entrati in piazza al-Marjah e poi si sono fatti esplodere causando vittime e danni materiali".


Lo speaker ha parlato di "terroristi", nome con il quale vengono identificati dal regime i ribelli che combattono le truppe fedeli al presidente Bashar al Assad. L'agenzia ufficiale siriana Sana ha però dato un'altra versione dell'accaduto: sarebbero stati due ordigni, all'interno di borse, a esplodere di fronte ai negozi della piazza, dove tra l'altro c'è la sede del ministero dell'Interno. La stessa versione viene fornita dall'Osservatorio siriano per i diritti umani: "Le esplosioni sono state causate da ordigni sistemati nelle vicinanze".

Le immagini trasmesse dalle tv locali mostrano negozi e auto distrutte, marciapiedi insanguinate e ambulanze che caricano i feriti. Si tratta delle prime esplosioni a Damasco da quando il regime si è ripreso la città di Qusayr, che si trova al confine con il Libano.


I ribelli, intanto, hanno attaccato gli Hezbollah - che sono alleati di Assad - nella città di Hermel. Otto i razzi lanciati dalla Siria. Il bilancio parla di un morto e almeno quattro feriti. Già nei giorni scorsi, i combattenti del regime avevano lanciato razzi nella regione; uno di questi bombardamenti, lo scorso 27 maggio, aveva provocato la morte di una ragazza di 17 anni e il ferimento di altre due donne.


Foto | © Getty Images

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