Stamina, il ministro Lorenzin firma il decreto: la sperimentazione partirà il 1° luglio

Il fondatore di Stamina Foundation Davide Vannoni: "Non siamo mai stati convocati dalle istituzioni"

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Continua l'odissea legata al 'metodo' Stamina, e mettiamo ancora 'metodo' tra virgolette perchè non si tratta di un metodo sperimentato. Finora.

Sì perchè il ministro Beatrice Lorenzin ha firmato il decreto attuativo, che il primo luglio darà il via allo studio clinico su Stamina. Ha spiegato Lorenzin:


"I protocolli di avvio per la sperimentazione clinica del metodo Stamina con cellule staminali sono partiti; si sta predisponendo la cell-factory. Entro il 1° luglio saremo pronti. Speriamo in risultati positivi"


A capo della sperimentazione, come leggiamo sul Corriere, ci sarà un comitato scientifico - che sarà nominato a breve -, formato da rappresentanti dell'Agenzia Italiana del Farmaco, dell'Istituto Superiore di Sanità, del Centro Nazionale Trapianti e da esperti esterni, che dovrà sovrintendere alle fasi di ricerca, e individuare le malattie si cui l'infusione di cellule staminali potrà essere testata. Inoltre si dovranno stabilire i criteri per la scelta dei pazienti e le modalità di produzione delle cellule staminali.


Ma il fondatore di Stamina Foundation Davide Vannoni ha replicato:


"Continuiamo a essere disponibili e interessati alla sperimentazione del nostro metodo. Ma non siamo mai stati convocati dalle istituzioni che dovranno portare avanti la ricerca. Mi aspettavo di essere convocato un mese fa. Ormai mancano dieci giorni all'avvio e nessuno ci ha chiesto nulla. Non sappiamo quanti pazienti saranno coinvolti, quale cell-factory produrrà le cellule staminali, su quali patologie verrà avviata la sperimentazione con il nostro metodo [...] sono stato contattato, il 6 giugno, dal presidente dell'Istituto Superiore di Sanità. È stato molto gentile e mi ha preannunciato un incontro che poi non è mai stato fissato"


Vannoni vorrebbe che la produzione delle cellule staminali venga fatta dai biologi di Stamina: "Cominciare la sperimentazione senza coinvolgerci sarebbe assurdo. Lavoriamo con questo metodo da 13 anni. Se è la nostra cura che si vuole sperimentare dovremmo essere coinvolti nella selezione delle malattie, dei pazienti e su tutto il resto [...] per formare un biologo in grado di applicare il metodo ci mettiamo un anno. La sperimentazione dovrà necessariamente partire con i nostri biologi, altrimenti sarebbe impossibile rientrare nei tempi della sperimentazione".


Foto | Getty Images

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