Ocse: Italia poco istruita e con i docenti più anziani e meno pagati

Per l'Ocse in Italia i laureati sono meno della media e pagati poco così come gli insegnanti, che sono i più anziani. La spesa per studente è ferma da 15 anni.

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L'Ocse, organizzazione che riunisce i 34 Paesi più industrializzati del mondo, ha presentato oggi il rapporto Education at a Glance sull'istruzione e il quadro che emerge relativamente all'Italia è uno dei peggiori.


Prima di tutto, ci sono pochi laureati: nel 2011 solo il 15% degli italiani tra i 25 e i 64 anni ha conseguito una laurea, mentre la media Ocse è del 32%, più del doppio! Inoltre gli insegnanti italiani sono i più anziani e allo stesso tempo i peggio pagati.

Per quanto riguarda le iscrizioni all'università, c'è stato un aumento tra il 2000 e il 2006, quando la percentuale è salita dal 39% al 56%, ma poi ha ricominciato a scendere e nel 2011 è risultata del 48% contro una media Ocse del 60%.
Inoltre, la percentuale di adolescenti che progettano di andare all'università dal 2003 al 2009 è scesa dal 52% al 41% e su questo ha ovviamente influito tantissimo la crisi e il vedere di continuo giovani laureati in difficoltà, senza lavoro o mal pagati. In Italia, infatti, i laureati di età compresa tra 25 e 34 anni guadagnano solo il 22% in più dei loro coetanei che hanno solo il diploma. La media Ocse in questo caso è del 40% in più. I lavoratori laureati tra 55 e 64 anni di età, invece, guadagnano il 68% in più dei coetanei, ma la media Ocse resta comunque superiore: è del 73% in più!


La percentuale del Pil che l'Italia dedica all'istruzione nel 2010 era del 4,7%, mentre la media Ocse è del 6,3%. In pratica è la terza percentuale più bassa dell'area e ciò che è più grave è che solo dello 0,1% superiore a quella del 1995 (quando la percentuale italiana era del 4,6% e la media Ocse del 5,4%). La spesa pubblica per la scuola nel 2010 era dell'8,9% del totale, nel resto dell'area la media p del 13%: la percentuale italiana in questo caso è la più bassa tra i 30 Paesi per i quali sono disponibili dei dati.


Interessanti anche le rilevazioni sulla spesa per studente: nella scuola primaria e secondaria è rimasta stabile negli ultimi 15 anni, con un aumento pari a solo lo 0,5% in termini reali tra il 1995 e il 2010. L'Italia è l'unico Paese Ocse che dal 1995 non ha aumentato la spesa per studente nella scuola primaria e secondaria, mentre la media dell'aumento negli altri Paesi dell'area è del 62% negli stessi livelli d'istruzione. 


Diverso il caso del livello terziario di istruzione, ossia l'università: la spesa per studente in questo caso è del 39%, mentre la media Ocse è del 15%. Quella italiana è più del doppio, ma il motivo è da rintracciare nei finanziamenti da fonti private, cioè  dall'aumento delle tasse universitarie, che poi è una delle cause per cui c'è così poco interesse a conseguire una laurea.


Deprimenti anche i dati relativi agli insegnanti: quelli italiani sono i più anziani e i peggio pagati: nel 2011, il 47,6% dei maestri elementari, il 61% dei professori delle medie inferiori e il 62,5% di quelli delle superiori aveva già superato i 50 anni d'età. Nel rapporto si legge che ''negli ultimi anni un numero relativamente limitato di giovani adulti è stato assunto nella professione di insegnante''.


E per quanto riguarda la retribuzione, quelle dei nostri insegnanti ''tendono a essere inferiori rispetto alla maggior parte dei Paesi dell'Ocse''. Una differenza che è limitata a inizio carriera, ma aumenta con il procedere dell'esperienza lavorativa: 29.418 dollari è la media per i professori italiani all'inizio della carriera contro 31.348 di media dei 34 membri dell'organizzazione, 36.928 dollari per un prof italiano con 15 anni di anzianità contro 41.665 di media Ocse.


Foto | © Getty Images


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