La finta lettera sul padre che voleva far bocciare il figlio per avere gli aiuti del governo

La lettera di una prof che racconta di un padre che vuol far bocciare il figlio ha fatto il giro del web, ma è tutta un'invenzione di un'agenzia di comunicazione.

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Ha fatto vittime illustri la storia del ragazzo che vuole farsi bocciare per essere assunto in pizzeria grazie alle nuove norme sul lavoro. Ci sono cascati Repubblica, La Stampa (con Massimo Gramellini in persona a parlarne) e altri siti web che hanno rilanciato la notizia.


La lettera è stata pubblicata interamente proprio da Repubblica.it ed è firmata da una professoressa di italiano di un istituto tecnico di Roma che racconta di aver ricevuto la telefonata del padre di un suo alunno impegnato nella maturità che le chiede di bocciare il figlio. Il motivo? Il ragazzo lavora part-time in nero in una pizzeria e i titolari gli hanno detto che se non si diploma, in virtù delle nuove misure lanciate dal governo per aiutare i giovani, lo possono assumere.

Una storia che piace a tutti perché riassume in poche righe i paradossi che potrebbero scaturire dagli incentivi con cui il governo vuole aiutare i giovani, ovvio che i giornalisti la rilanciano con entusiasmo fidandosi dell'autrice della lettera che chiedeva di non pubblicare il suo nome.


Invece è tutto falso e la precisazione arriva solo nel pomeriggio, dopo che per mezza giornata la lettera è stata condivisa da migliaia di utenti del web. Gli autori sono i copywriter di un'agenzia, di cui non diciamo il nome perché è chiaramente tutta un'operazione pubblicitaria, che hanno messo in atto quello che loro chiamano design fiction, ossia costruiscono "narrazioni che hanno un effetto sulla realtà" allo scopo di suscitare delle riflessioni. Di fatto hanno raggiunto lo scopo, ma a danno dei giornalisti che ci sono cascati solo perché in buona fede. 


Il Post è stato il primo a pubblicare il comunicato stampa dell'agenzia e pochi minuti dopo lo ha fatto anche Repubblica nella stessa pagina in cui aveva pubblicato la lettera, aggiungendo una precisazione e un piccolo commento che fa capire quanto la presa in giro non sia stata gradita:


"Ieri Repubblica - come altri quotidiani - ha ricevuto questa lettera, che ha oggi pubblicato e sottoposto sul sito al commento dei lettori. Prima, il nostro giornale ha fatto controlli sul mittente - come si fa in questi casi - e si è fidato delle risposte avute. Nel pomeriggio il comunicato di un'agenzia di comunicazione che rivela di aver inventato tutto. E se ne vanta anche"

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