Diplomi comprati: clienti vip, Micol Olivieri de 'I Cesaroni' e Zigoni

Arrestati i due fratelli che avevano messo in piedi l'immane truffa. Pagando dai 2.500 ai 5mila euro, si otteneva il diploma di geometra o ragioniere.

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Una scuola fantasma, 347 iscrizioni di persone che attestavano di risiedere in provincia di Salerno e invece risiedevano in Lombardia, Piemonte, Puglia, Basilicata e altre regioni italiane. Si è chiusa l'inchiesta, iniziata un anno fa, coordinata dalla procura di Vallo di Lucania e che ha portato a due ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei fratelli Alfredo e Mario Vissicchio. Obbligo di firma per altri sette, che svolgevano il ruolo di procacciatori di clienti (meglio se vip).


Tanti i frequentatori degli istituti di Laureana Cilento e Ceraso (che fanno capo al Leon Battista Alberti), dove era possibile diplomarsi pagando tra i 2.500 e i 5mila euro. Tra gli altri, Micol Olivieri, che nella serie "I Cesaroni", 4 e 5, interpretava il ruolo di Alice. E poi il calciatore dell'Avellino Gianmarco Zigoni.

L'accusa per i due fermati - che possono scontare il reato ai domiciliari - e per i sette che sono finiti nella rete è di associazione a delinquere, interruzione di pubblico servizio, truffa ai danni dello Stato e falso continuato. L'anno scorso, all'inizio dell'inchiesta, i finanzieri della compagnia di Agropoli denunciarono 132 persone, tra cui anche studenti. Tra loro insospettabili impiegati, giovani calciatori e attori.


In effetti, il pregio di queste scuole è che non serviva essere in aula, tantomeno sostenere esami. Era sufficiente essere ricchi e pagare una retta molto elevata per poter affiggere alla fine, in casa, il diploma da geometra o da ragioniere tanto voluto da mamma e papà. Il blitz dei finanzieri scattò per reati fiscali, ma una volta all'interno, le fiamme gialle trovarono le 18 aule deserte. Nonostante tra il 2011 e il 2012, nelle due sedi, risultassero iscritti in 347.


Parallelamente all'inchiesta fiscale - che ha permesso di scovare cinque milioni di euro sottratti alla regolare tassazione, 3,3 milioni all'Irap, 730mila euro di ritenute sulle retribuzioni evase nel periodo 2004 - 2012 - il lavoro degli inquirenti è proseguito per scoprire qual era il meccanismo che permetteva alla fine di ottenere i diplomi falsi. Alla fine del 2012, il debito verso l'Erario aveva intanto raggiunto i 5,7 milioni di euro con Equitalia già al lavoro per ottenerne il pagamento e con due delle tre società riconducibili ai fratelli Vessicchio fallite.


In totale, sono state sequestrate 59 proprietà immobiliari, conferite in un fondo patrimoniale alla fine del 2012 per tentare di proteggerle dalla misura di prevenzione patrimoniale (anche tre ville di lusso con piscina, numerosi appartamenti, cinque veicoli); disponibilità finanziarie per 1,7 milioni di euro depositate su conti o investiti in polizze assicurative, 240mila euro a garanzia per l'acquisto in leasing, al prezzo di 2,5 milioni di euro, di un noto albergo di Agropoli (attualmente in ristrutturazione, che ospita un istituto alberghiero paritario dei Vessicchio).


Come detto, tra gli studenti anche numerosi calciatori di squadre Primavera di club importanti. I procacciatori, che avrebbero portato i vip dai Vessicchio, incassavano una percentuale sul prezzo d'iscrizione. Interessante il metodo truffaldino utilizzato dagli insegnanti dei due istituti: l'utilizzo di penne cancellabili per l'annotazione delle assenze e delle lezioni sui registri di classe, in modo da poter poi aggiustare il tutto in segreteria e permettere agli studenti di non superare il limite di assenze previsto per poter accedere alle classi successive; in prossimità delle verifiche, le soluzioni venivano inviate a casa degli iscritti fuori sede. E ancora: sistematica falsificazione dei certificati di idoneità al quinto anno degli studenti, che quindi venivano ammessi agli esami; la fittizia iscrizione di numerosi alunni alle classi intermedie, ignari di frequentare la scuola. 


Incrociando i dati, è venuto fuori che era iscritta all'istituto superiore anche una persona che aveva conseguito solo la licenza elementare. Quindi c'era anche la falsificazione di certificati di servizio rilasciati al personale amministrativo in cambio della somma di 5mila euro per attestare la fittizia prestazione del servizio per 4 anni scolastici, idonea per l'illegittima attribuzione di punteggio per l'immissione in ruolo nelle scuole pubbliche; la mancata corresponsione degli stipendi ai docenti, che accettavano di firmare le buste paga pur non percependo alcun compenso, al fine di poter conseguire il punteggio per l'inserimento nelle graduatorie.

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