Costa Concordia: i costi del recupero, 400 milioni, e i ritardi

Oltre 400 i tecnici che lavorano sul relitto, tra i quali 100 subacquei. Tra novembre e marzo prossimi la nave dovrebbe venire portata in un bacino di carenaggio dove sarà smontata.

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La Costa Concordia giace ancora per metà nel mar Tirreno, al largo dell'Isola del Giglio. Il relitto doveva essere completamente recuperato nel 2012, poi nel 2013, adesso si parla del prossimo anno. A oggi, sono passati 542 giorni dal naufragio della nave da crociera guidata da Francesco Schettino.


La data per il recupero completo non è dunque ancora stata fissata. Quello che si può stimare è il costo del cantiere, operativo 24 ore su 24: circa 400 milioni di euro. Poco di meno di quanto era costata la costruzione dell'imbarcazione della Costa Crociere.

Oltre 400 i tecnici che sono al lavoro, tra loro anche 100 subacquei, per recuperare un relitto che pesa 600 tonnellate. Una volta tirata fuori dal mare, la nave verrà portata in un bacino di carenaggio, dove sarà smontata pezzo per pezzo. Quando l'intero procedimento sarà completato (qualcuno ipotizza il novembre 2013, ma è più probabile il marzo 2014, di sicuro non in inverno), sarà stato il più grande intervento di recupero mai sostenuto.


La nave è stata fissata agli scogli nel novembre 2012 grazie a cavi d'acciaio e pali d'ancoraggio che evitano che si inabissi. La Bild tedesca parla però di uno scafo che lentamente si sta arrugginendo, con gravi preoccupazioni per l'ambiente circostante. Non solo: se all'inizio migliaia di persone arrivavano all'Isola del Giglio incuriositi dalla nave metà dentro e metà fuori dal mare, adesso pare che i turisti siano in calo: nel 2012 sono diminuiti di un terzo.


Foto | © Getty Images

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