Processo per il disastro della Costa Concordia: accolti i patteggiamenti

In aula - all'interno del teatro Moderno di Grosseto trasformato in tribunale - Francesco Schettino

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20 luglio
Sono stati accolti tutti i patteggiamenti richiesti per il naufragio della Costa Concordia: condannati con pene tra 1 anno e 6 mesi e 2 anni e 10 mesi i cinque coindagati insieme a Francesco Schettino (Roberto Ferradini, Unità di crisi Costa Crociere, gli ufficiali in plancia Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, l'hotel director Manrico Giampedroni e il timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin). Per tutti l'accusa è di omicidio plurimo colposo e lesioni colposo. Per i due ufficiali e il timoniere si è aggiunto il reato di naufragio colposo. Unico imputato al processo resta ora Francesco Schettino.


Si è aperto il 17 luglio il processo per il disastro della Costa Concordia, naufragata davanti all'Isola del Giglio il 13 gennaio 2012: nel naufragio hanno perso la vita 30 persone, e 2 risultano ancora disperse.

Francesco Schettino, ex comandante della Costa Concordia e unico imputato per l'incidente, ieri ha chiesto il patteggiamento (3 anni e 5 mesi), ma la Procura ha rigettato immediatamente la richiesta perchè la pena sarebbe 'inadeguata'. In aula insieme a lui c'è anche Domnica Cemortan.


Intanto è ancora in corso la seconda udienza: il Tribunale di Grosseto ha ammesso nuove prove della Procura, come richiesto dai pm. Si fa riferimento ai video di bordo: le immagini, sotto sequestro dal 2012, mostrano le fasi del naufragio, e i momenti precedenti e successivi all'impatto della nave con gli scogli e, secondo l'accusa, sono utili per ricostruire l'accaduto.


I difensori dell'ex comandante e i legali di alcune parti civili hanno poi chiesto ai giudici di svolgere una perizia urgente sul relitto della nave prima che venga rimosso dall'Isola del Giglio, e il Tribunale ha deciso che durante la prossima udienza verranno riascoltati i periti nominati dal Gip per l'incidente probatorio e dopo la loro audizione deciderà se concedere nuovi accertamenti sul relitto.


Già la Concordia, che fine ha fatto? La nave è ancora lì dal momento dell'impatto, e sta iniziando a subìre diversi danni.


Lo scafo infatti si sta corrodendo e la prua si sta abbassando verso il fondale. Maria Sargentini, presidente dell'Osservatorio per il monitoraggio della rimozione della Costa Concordia, ha spiegato ieri ai giornalisti:


"Una delle ipotesi che è sembrata emergere è il raddrizzamento a fine estate per poi andare al rigalleggiamento e quindi al trasferimento a primavera prossima. Stiamo aspettando che Costa presenti il progetto di raddrizzamento della nave e l'intero progetto di gestione del relitto dopo il raddrizzamento. Loro ritengono che sia possibile il raddrizzamento della nave dopo l'estate, poi tra il raddrizzamento e il rigalleggiamento c'e' un tempo tecnico di lavorazione, che deve mettere in conto degli effetti non del tutto noti che sono le condizioni del lato di dritta a cui devono essere agganciati i cassoni"

Nei prossimi giorni arriverà il piano con la valutazione dei rischi delle azioni sul relitto.
















Foto | Getty Images

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