Tav Val Susa: guerriglia a Chiomonte, feriti e fermati

Chiusa per alcune ore l'autostrada Torino-Bardonecchia. I manifestanti erano armati di molotov, petardi, razzi, bulloni, sassi, scudi, cappucci, caschi e maschere anti-gas.

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Notte di guerriglia al cantiere Tav di Chiomonte, in Val di Susa. E reazione dura da parte del ministro dei Trasporti Maurizio Lupi: "La risposta delle istituzioni all'inacettabile attacco di questa notte sarà decisa e ferma come quella delle forze dell'ordine, alle quali va tutta la mia solidarietà e il mio plauso".


E ancora: "I tentativi di guerriglia, una sorta di assurda campagna estiva, di un movimento che non sembra aver più ragioni se non la violenza cieca, non hanno futuro. La Tav è un'opera strategica per l'Italia e per l'Europa, decisa democraticamente, e lo Stato non indietreggerà di un millimetro dalla sua difesa e dalla volontà di realizzarla".

Gli incidenti della notte scorsa sono stati causati da 400 militanti No Tav, radunatisi a Giaglione per poi marciare verso le reti del cantiere di Chiomonte, passando per i boschi e salendo dal campeggio militante di Venaus, allestito a pochi chilometri di distanza. Qui è avvenuto lo scontro con le forze dell'ordine, in assetto antisommossa. 


La guerriglia ha interessato l'autostrada A32 Torino - Bardonecchia (chiusa per alcune ore) e i varchi per il cantiere, con lancio di sassi, petardi, fuochi appiccati a copertoni d'auto, razzi contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con cariche e lancio di lacrimogeni. Alla fine degli scontri, sono state fermate almeno otto persone, tra cui una donna. Si contano feriti tra le forze dell'ordine e gli stessi manifestanti: una quindicina in tutto.


Durante le operazioni di bonifica dei boschi, dopo i disordini, sono stati trovati residui di molotov, grossi petardi, razzi da segnalazione, bulloni, fionde, mazze, un'ascia, maschere anti-gas, cappucci, caschi, sacchetti di pietre, scudi artigianali: materiale abbandonato dagli attivisti durante la fuga.


Tra ieri e oggi la polizia e i carabinieri hanno identificato 175 persone sospette lungo le strade della bassa Va di Susa. Due degli antagonisti erano già stati colpiti da fogli di via emessi dal questore per reati commessi in Valle. A un giovane proveniente da Milano è stato notificato lo stesso provvedimento.


Pietro Di Lorenzo, segretario provinciale del sindacato di Polizia Siap, ha commentato: "Dopo i nuovi incidenti, è ormai chiaro che la Val Susa è considerata una palestra per i violenti di tutta Europa". Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, poco dopo ha parlato: "Lo Stato non si ferma davanti alla pura guerriglia, a episodi gravissimi che, per modalità e violenza, non possono definirsi manifestazioni di dissenso, ma sono veri e propri attacchi mirati alle forze dell'ordine".


Foto | © Getty Images

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