Libri digitali a scuola: ministro sospende l'obbligatorietà

Soddisfatti gli editori, che temevano di vedere crollare i loro guadagni. Se ne riparla per il 2015-2016.

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I libri digitali a scuola non saranno obbligatori neanche nel settemmbre 2014, ultima data fissata dal decreto Profumo. L'attuale ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ha infatti incontrato gli editori, allarmati per la rapida evoluzione digitale dietro i banchi di scuola, rassicurandoli: "Fermiamo tutto. L'accelerazione impressa all'introduzione dei libri digitali è stata eccessiva. Voglio prendere in mano la questione ed esaminarla a fondo. Deponete le armi".


Il governo non vuole tornare indietro, così ha detto il ministro, su una strada ormai tracciata. Ma i tempi non saranno quelli previsti dal decreto. Gli editori, per cautelarsi, avevano già fatto ricorso al Tar, con la paura di vedere i propri guadagni calare sensibilmente. Anche per questo, Carrozza ha deciso di bloccare tutto: non vuole contenziosi di alcun genere.

A questo punto, è molto probabile che l'obbligatorietà del libri di testo scolastici slitti all'anno 2015-2016. Il Miur non ha ancora spiegato se alla frenata sui tesi digitali corrisponderà lo sblocco del tetto sui costi imposto da Profumo alle aziende (con risparmi per le famiglie dal 20 al 30 per cento).


Carrozza ha deciso di sospendere tutto anche spaventata dal ritardo tecnologico della scuola italiana. Gli editori esultano: "Avremmo dovuto macerare interi magazzini. L'accelerazione sui libri digitali non poggiava su alcuna seria e documentata validazione di carattere pedagogico e culturale, così come non sono state valutate le possibili ricadute sulla salute dei bambini e degli adolescenti, sottoposti a un uso massiccio di materiale tecnologico". 


Foto | © Getty Images

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