Incidente ferroviario in Spagna: macchinista ammette velocità eccessiva

A 190 km/h in un tratto in cui si possono raggiungere al massimo gli 80. Errore umano o guasto?

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"Noi siamo umani! Noi siamo umani!". "Spero che non ci siano morti, perché ricadrebbero sulla mia coscienza". Invece, di vittime ce ne saranno 77. Le frasi virgolettate sono quelle che uno dei macchinisti del treno ad Alta Velocità Avila, subito dopo il deragliamento nei pressi di Santiago de Compostela, dice via radio ai responsabili della stazione. E sono state riprese da El Pais.


Poi, lo stesso macchinista - che ammette di essere intrappolato nella cabina del convoglio e di non poter uscire per il dolore alle costole e alla spalla - ammette che il treno ha preso la curva a 190 chilometri orari, anzi a 200, poi dice ancora 190. Secondo gli incaricati delle indagine, a una velocità doppia di quella che sarebbe dovuta essere.

Secondo i vertici delle Ferrovie, infatti, in quel tratto bisogna andare al massimo a 80 km/orari. Il conducente non ha spiegato perché, invece, il treno corresse così tanto. Potrebbe essersi trattato di un errore umano o di un guasto tecnico. Fatto sta che la difficoltà di quella curva venne segnalata fin dall'inaugurazione della tratta Madrid - Ferrol. Il 10 dicembre del 2011, infatti, il primo convoglio a passare in quella zona sobbalzò, facendo cadere chi era a bordo.


Dopo più di 80 miglia di binari praticamente dritti, la curva a gomito è la prima che bisogna percorrere. Purtroppo, però, niente pare giustificare i quasi 200 chilometri orari a cui stava andando l'Avila. Neanche la questione che il tratto tra Madrid e Ferrol non è tutto su binari ad alta velocità, ma corre anche sulla vecchia strada ferrata. Quando si è costruita la nuova linea, infatti, problemi di espropriazione hanno costretto gli ingegneri a inventarsi una sorta di tratto misto. 


Foto | © Getty Images

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