Messina: rubati ex voto in oro da chiesa, fermato sacerdote

Di origini kenyane, il presunto ladro è stato condotto nel carcere di Regina Coeli. A suo carico c'è anche una ripresa dell'impianto di sorveglianza.

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Probabilmente c'è una svolta nel furto di ex voto in oro, donati dai fedeli alla Madonna delle Grazie, alla Madonna delle Lacrime e a San Nicola, dalla chiesa dedicata allo stesso santo di Gioiosa Marea, in provincia di Messina. E' stato infatti fermato un sacerdote, originario del Kenya. Il valore degli oggetti trafugati è di 100mila euro circa.


Il furto era stato denunciato lo scorso Ferragosto dal parroco della chiesa messinese. Le indagini, dirette dalla Procura di Patti, si sono rivolte all'analisi di conti correnti bancari. Che hanno portato al sacerdote kenyota. Non solo: a suo carico ci sono anche riprese di un impianto di videosorveglianza, in cui lo si vede mentre tenta di coprire l'obiettivo, per poi entrare nel locale dove erano custoditi gli ex voto. 

Il prete aveva spesso servito a Gioiosa Marea e aveva anche soggiornato presso la parrocchia, diventando molto popolare tra i fedeli. Dieci giorni dopo il furto, aveva fatto ritorno a Roma presso la comunità religiosa di cui fa parte. E aveva effettuato una serie di versamenti in denaro contante sul suo conto, dal quale aveva poi eseguito un bonifico internazionale di 40mila euro a favore di un suo parente che vive in Kenya. 


Subito dopo, il sacerdote aveva lasciato l'Italia per raggiungere la sua patria. Rientrato nel nostro Paese, all'aeroporto di Fiumicino ad attenderlo c'erano i carabinieri della compagnia di Roma Trastevere, con un mandato di perquisizione firmato dalla Procura di Patti. Nell'alloggio del presunto ladro, sono state ritrovate le ricevute dei versamenti di denaro contante e del bonifico. A quel punto, i militari hanno sottoposto il padre kenyano a fermo di polizia giudiziaria per furto e riciclaggio, portando nel carcere di Regina Coeli.

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