Libia: esplosione un anno dopo l'uccisione di Chris Stevens

Un anno dopo, torna il panico in Libia. Esattamente 12 mesi fa, l'11 settembre del 2012, una bomba uccise l'ambasciatore americano in Libia, Chris Stevens, e altre tre persone.

Un anno dopo, torna il panico in Libia. Esattamente 12 mesi fa, l'11 settembre del 2012, una bomba uccise l'ambasciatore americano in Libia, Chris Stevens, e altre tre persone. Oggi un'autobomba è deflagrata davanti a un edificio del ministero degli Esteri libico a Bengasi, danneggiandolo gravemente. Lo hanno riferito alcuni testimoni. Alcuni passanti sarebbero rimasti leggermente feriti. Ingenti danni anche alla sede locale della vicina Banca centrale.

Un modo per celebrare l'episodio di un anno fa. Che non solo tolse di mezzo Stevens, ma creò un forte imbarazzo nel presidente americano Barack Obama e nell'allora ministro degli Esteri Hillary Clinton. Un attentato, quello contro l'ambasciatore, rivendicato da esponenti radicali. Naturalmente, non può non venire in mente che oggi è anche l'anniversario del gravissimo attentato alle Torri Gemelle di New York.

Secondo l'Asca, nell'esplosione di questa mattina ci sarebbe anche una vittima, Salem Mohamed Al-Urufi, ex colonnello sotto il regime di Gheddafi. Lo riferisce il quotidiano locale Libya Herald, secondo cui sarebbe rimasto gravemente ferito pure il figlio del generale, operato d'urgenza. Ai tempi dl regime, quest'ultimo svolgeva le funzioni di responsabile dei reparti per la sicurezza esterna.

L'autobomba è esplosa subito dopo la preghiera dell'alba, nei pressi del mercato del quartiere di Hay Al-Salam, nella parte orientale della città. L'allerta in tutto il Paese, che già era molto alta essendo un giorno particolare per tutto il mondo, è salito ulteriormente. Al momento, non è arrivata alcuna rivendicazione sull'attentato. Ma nella zona comandano le brigate vicine ad al Qaeda.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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