India: chiesta impiccagione per i quattro uomini che violentarono studentessa sull'autobus

Del branco facevano parte anche altri due uomini: uno di loro si è suicidato in carcere a marzo, l'altro è un minorenne ed è già stato condannato a tre anni di reclusione in un carcere minorile lo scorso 31 agosto.

Branco rischia impiccagione

L'accusa ha chiesto l'impiccagione per i quattro uomini che, lo scorso 16 dicembre, violentarono brutalmente una studentessa 23enne su un autobus a New Delhi, in India. Due settimane dopo lo stupro, per le lesioni riportate, la ragazza morì in ospedale. Dayan Krishnan, procuratore speciale, ha detto in tribunale: "La sentenza appropriata non può che essere niente di meno della morte".

L'avvocato, nell'arringa, ha aggiunto che il caso ha sconvolto la "coscienza collettiva". La sentenza è attesa già per le prossime ore. I quattro imputati, Mukesh Singh, Akshay Thakur, Pawan Gupta and Vinay Sharma, sono stati tutti giudicati colpevoli di violenza sessuale, omicidio e furto e distruzione di prove, al termine di un processo durato che è durato sette mesi.

Del branco facevano parte anche altri due uomini: uno di loro si è suicidato in carcere a marzo, l'altro è un minorenne ed è già stato condannato a tre anni di reclusione in un carcere minorile lo scorso 31 agosto. Oltre alla pena di morte, per i quattro uomini c'è la possibilità dell'ergastolo. Difficilmente, infatti, otterranno qualche sconto per un caso che è arrivato al di fuori dell'India, catturando l'attenzione del mondo intero.

La giovane è stata ribattezzata "la figlia dell'India". I genitori della vittima erano presenti in aula nel momento in cui il tribunale ha giudicato colpevoli gli aguzzini della figlia. Secondo una ricerca recente, l'India è considerato il Paese maggiormente a rischio per le donne. Altri dati parlano di un crollo dei viaggi turistici proprio a causa di violenze e stupri.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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