Siria: ribelli attaccano villaggio, 20 morti

Un vero e proprio assalto da parte dei ribelli che ha scatenato una battaglia tra lealisti e insorti.

Venti morti in villaggio lealista

Prosegue la guerra civile in Siria. Un paio di giorni fa - la notizia aggiornata è stata riferita oggi dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), che cita testimoni locali - venti civili della minoranza alawita, la stessa cui appartiene il presidente Bashar al-Assad, sono stati uccisi in un villaggio di Maksar al Husan, vicino a Homs, durante un'incursione dei ribelli qaedisti del Fronte Al Nusra.

Ieri, le stesse fonti avevano parlato di otto persone uccise durante l'attacco. Un vero e proprio assalto da parte dei ribelli che ha scatenato una battaglia tra lealisti e insorti. Al termine della quale, gli uomini che appoggiano Assad hanno ripreso il controllo del villaggio. Nei combattimenti sono morti almeno due soldati governativi e un molti ribelli.

Come precisa l'Ondus, tra le vittime civili vi sono tre anziani - due uomini, una donna - quattro ragazzi, altre tre donne, quattro beduini residenti nel villaggio e la famiglia di un oppositore già imprigionato per otto anni. L'attacco al villaggio pare essere una risposta sul campo alla richiesta russa di sospendere le ostilità. Il presidente Vladimir Putin ha tra l'altro accusato proprio i ribelli di essere i possessori delle armi chimiche.

L'Esercito siriano libero non ha alcuna intenzione di trattare con Assad. La coalizione dei ribelli ha detto no a Mosca che proponeva di attuare un controllo sulle armi chimiche a opera della comunità internazionale. La situazione è in continua evoluzione, con la Cia che ha iniziato a consegnare armi proprio all'Esercito libero. Insomma, niente attacco militare al momento da parte di Washington, ma un chiaro aiuto logistico per rovesciare il regime.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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