Stupro di Delhi: 4 condanne a morte

I 4 imputati per lo stupro della studentessa 23enne di Delhi sono stati condannati a morte

"Occhio per occhio e il mondo diventa cieco", diceva Ghandi. Il terribile stupro della studentessa 23enne di Delhi, che in India ha risvegliato le "coscienze" di tantissime associazioni per la tutela delle donne, ha portato 4 persone ad essere incriminate per stupro e omicidio: la ragazza era infatti deceduta qualche giorno dopo a Singapore per le ferite riportate.

L'accusa aveva chiesto per i quattro, di età compresa fra i 19 e i 29 anni, la condanna a morte per impiccagione, condanna che è stata pronunciata dalla Corte del Tribunale indiano, messa sotto pressione da una ferocissima polemica mediatica, dalle arringhe dell'accusa e dalle incessanti manifestazioni in tutto il Paese.

Come con la folla che gridava "Barabba" anche la Corte indiana ha deciso di accondiscendere alle richieste del popolo: tutti e quattro gli imputati verranno giustiziati.

Il fattaccio risale al 16 dicembre scorso quando una studentessa di medicina di 23 anni fu aggredita e violentata davanti agli occhi del fidanzato, con il quale stava tornando a casa in autobus. Trasferita per le cure d'urgenza in un ospedale di Singapore la ragazza è deceduta il 29 dicembre in seguito alle ferite riportate.

Per lo stupro sono state imputate sei persone, quattro delle quali sono state condannate questa mattina.

Un quinto imputato, l'autista del bus Ram Singh, si è impiccato nella sua cella a marzo in attesa del processo mentre il mese scorso un tribunale minorile aveva condannato a tre anni in una casa di recupero, la massima pena possibile, il sesto uomo che ha partecipato allo stupro, ma minorenne al tempo dei fatti.

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